Alla ricerca del CD-RW antifrode

In arrivo una nuova tecnologia che vorrebbe rendere la creazione di CD musicali un affare di Stato: per impedire che con pochi clic si creino dischi pirata, magari da vendere online

San Jose (USA) - La speranza è l'ultima a morire ma le aziende che vendono musica in tutto il mondo non intendono farsene una ragione. E così se da una parte provano a far tacere, invano, i computer per limitare il giro di brani musicali su internet (vedi Napster), dall'altra hanno bisogno anche loro di credere in un mondo migliore.

Così è arrivata Oak Technology che ha affermato nelle scorse ore di aver realizzato insieme a Earjam.com l'ennesimo sistema capace di impedire che i CD musicali vengano copiati e i contenuti ridistribuiti gratuitamente su Internet.

Oak Technology ha affrontato il problema a monte ed è arrivata a proporre una modifica direttamente sui drive CD-RW. Secondo David Ulmer, presidente e CEO di Earjam.com "il sistema non lavora fino a quando tutti e tre i componenti non sono allineati: il controller del CD-RW, il formato del disco e il nostro software".
Da quanto si apprende, si tratterebbe di una soluzione capace di lasciare inalterata la qualità del suono, di essere compatibile con tutti i player di CD esistenti e non sarebbe un sistema proprietario. La complessa tecnologia potrebbe essere installata sui primi device già nei prossimi mesi.

Mentre Oak e Earjam si danno da fare per conquistare la fiducia delle case discografiche e dei produttori di CD-RW per dimostrare la validità di questo nuovo sistema di "sicurezza" per la protezione del copyright, c'è da giurare che qualcuno, in qualche parte del mondo, troverà il modo per "craccare" anche questa soluzione, magari realizzando un nuovo driver per Linux?