Spam, denunciato il MAPS!

I gestori della lista nera degli spammatori vengono denunciati, insieme a AOL, Microsoft e altri per aver posto un filtro sulla corrispondenza elettronica di Harris Interactive. Non era mai accaduto prima

Rochester (USA) - Non era mai successo prima: una azienda messa all'indice sulla lista nera degli spammatori ha reagito dapprima negando di fare spamming e subito dopo denunciando i gestori della lista e tutti i provider e operatori internet che vi aderiscono.

Harris Interactive, inclusa suo malgrado nella Realtime Blackhole List (RBL), da un giorno all'altro ha visto bloccare e filtrare la corrispondenza elettronica proveniente dai propri server su network importanti come quelli di America Online e Microsoft. Queste ultime, infatti, come centinaia di altri operatori, aderiscono alla RBL, uno strumento che consente loro di ridurre grandemente la quantità di "spamming" (cioè posta indesiderata o pubblicità non richiesta) che arriva sui propri network.

Ma Harris Interactive nega le accuse di spamming che le vengono rivolte e sostiene invece che il blocco ottenuto dalla RBL le sta portando enormi danni, che a suo dire dovranno essere rimborsati dal Mail Abuse Prevention System (MAPS) (che controlla la RBL) e dagli operatori che hanno aderito al blocco.
L'azienda, che effettua rilevazioni di mercato e sondaggi online, ha quindi provveduto a denunciare AOL, Microsoft, MAPS e altri. Secondo Kelly Thompson, che guida il progetto MAPS, "Harris Interactive ha inviato posta a utenti che non l'hanno chiesta. E ha rifiutato di cambiare le proprie procedure per evitare che l'incidente si ripetesse". La stessa accusa è stata rivolta in passato dal MAPS ai servizi italiani di Buongiorno.it, finiti nella RBL.

Se la denuncia di Harris Interactive rappresenta una prima assoluta, occorre comunque ricordare che due settimane fa Yesmail.com aveva ottenuto da un tribunale la sospensione dell'inserimento del proprio dominio tra gli spammatori della RBL.

Secondo AOL non è un segno che lo strumento RBL è in crisi. Stando al portavoce del provider Rich D'Amato, la denuncia di Harris Interactive è senza fondamento: "Le nostre misure per combattere lo spam sono del tutto appropriate".
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