Online il copyright si può proteggere

Una inchiesta condotta su cento dirigenti della Hollywood che conta, e che filma, dimostra che sono sì preoccupati per la pirateria online ma sono anche convinti che il diritto d'autore non è morto

Los Angeles (USA) - Gli autori, i registi, i produttori di Hollywood continueranno a percepire i propri compensi attraverso il diritto d'autore: una indagine di Red Herring sembra indicare che internet spaventa le majors ma fino ad un certo punto.

La rivista di San Francisco ha condotto nella Los Angeles della televisione e della cinematografia una inchiesta tra cento esponenti dell'industria di settore sui pericoli che per il loro business possono arrivare da internet e in particolare dai sistemi che consentono di scambiare file tra utenti, di scaricare interi film online senza controllo e via dicendo.

Dalle interviste emerge che tre quarti di coloro che sono coinvolti nella produzione di film o di trasmissioni televisive ritengono che il diritto d'autore possa essere protetto anche nell'era di internet. Il 70 per cento dei produttori televisivi, inoltre, non teme che la rete costituisca una minaccia per le loro entrate.
Di interesse anche il dato secondo cui i meno preoccupati per quanto sta accadendo in termini di file-sharing e pirateria sono coloro che lavorano a produzioni online, circa il 20 per cento degli intervistati. Tra questi, l'82 per cento ritiene che la rete consenta di esprimersi meglio e che non rappresenti un pericolo.