Via la rete telefonica da Telecom Italia

Lo chiede la Corte dei Conti, che con la sua analisi aggiunge nuove pressioni sull'ex monopolista, già sfiancato dalle pressioni dei competitor e dalle indagini della magistratura. La Corte: non si può andare avanti così

Via la rete telefonica da Telecom ItaliaRoma - Hanno suscitato scalpore le dichiarazioni della Corte dei Conti che nelle scorse ore, nell'ambito della propria "Relazione sul rendiconto generale", ha affermato che Telecom Italia non dovrebbe continuare a gestire la rete delle infrastrutture telefoniche.

Il problema è notissimo e denunciato da anni: Telecom Italia non è solo il concorrente più importante per tutti gli operatori di telefonia e connettività ma è anche il principale fornitore di ciascuno.

La Corte dei Conti non si è limitata a prendere atto del problema, ha anche indicato la possibile strada alla sua risoluzione, spiegando che Telecom Italia non deve poter gestire la rete non solo sul piano formale ma proprio sul piano societario, azionario. L'intero controllo sulla gestione della rete dovrebbe passare allo Stato, secondo quanto affermato dalla Corte.
"La situazione della telefonia fissa - ha spiegato la Corte - sembra deporre in favore di una vera e propria separazione societaria. E tale separazione dovrebbe essere anche azionaria, riservando allo Stato il controllo del solo soggetto societario gestore dell'infrastruttura di rete".

Sebbene più volte nel recente passato si sia pensato ad uno "scorporo" delle attività commerciali di Telecom da quelle strettamente legate alla gestione della rete, ora la Corte fa un passo più avanti. E trova l'accordo del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, secondo cui si tratta di una "idea interessante" che potrebbe avere come effetto "un maggiore accesso al mercato". Secondo la Corte, uno "scorporo" che sia "solo contabile tra la gestione della rete (persistente monopolio di fatto) e quella dei servizi (ormai liberalizzati) rischierebbe di vanificare lo scopo che tale operazione si prefigge".

La Corte non ha risparmiato Telecom, spiegando di essere giunta a questa convinzione non solo sulla base della "recente conclusione del processo di allineamento delle concessioni" ma anche del "ritardo con cui sta procedendo l'unbundling, almeno in parte dovuto alle resistenze da parte dell'operatore ospitante", cioè Telecom. Lo stesso Gasparri, d'altra parte, sabato ha spiegato che "la liberalizzazione del mercato, ancora parziale, deve procedere e deve essere più garantito l'accesso alla rete. Siamo politicamente favorevoli ad un processo di ulteriore liberalizzazione".

D'altra parte è proprio l'atteggiamento di Telecom rispetto alla questione dell'unbundling come di tutto quello che gira attorno alla questione flat-rate, ad aver spinto numerosi operatori telefonici e internet service provider, in questi giorni, a chiedere a gran voce all'Autorità TLC interventi immediati che consentano una vera "parificazione" nelle possibilità di offerta dei servizi di telefonia e connettività.
41 Commenti alla Notizia Via la rete telefonica da Telecom Italia
Ordina
  • A me basterebbe che tornassero in mano pubblica le sole centrali (intese come locali in muratura) e che ogni operatore telefonico possa inserirci dentro le proprie schede a condizioni uguali per tutti.
    In fondo già due operatori telefonici oltre a Telecom (Wind-Infostrada e Albacom) hanno una propria rete autonoma con la quale possono arrivare a collegarsi a tutte le centrali del cosiddetto "ultimo miglio" e inoltre c' è ancora la rete della società Autostrade a disposizione di un quarto gestore.

    In ogni caso se la rete Telecom ritornasse in mano pubblica lo stato non dovrebbe gestirla direttamente ma darla in concessione a società private esattamente come fa ad esempio con le autostrade.
    Società che naturalmente devono essere del tutto autonome da qualunque gestore telefonico.
    Un altro esempio di ciò preso dal settore dei trasporti aerei: lo Stato è proprietario dell' aeroporto di Roma di Fiumicino ma lo fa gestire alla società privata A.D.R. S.p.A. la quale affitta spazi e piste alle compagnie aeree a condizioni uguali per tutte.
    E il contratto di concessione firmato con lo stato obbliga la A.D.R S.p.A. a spendere parte dei propri profitti in riammodernamento delle strutture.
    Operando in questa maniera anche nellla gestione della rete telefonica non si avrebbe il rischio che in mano allo stato essa diventasse obsoleta in pochi anni.
    non+autenticato
  • Era ora che qualche buona anima si accorgesse di questo. A me sta bene anche telecom, basta che mi attivi il numero fax zia loccola incallita fradicia di sudore. Vedo che i controlli vanno bene ^___^
    non+autenticato
  • Mi sembra una cosa abbastanza anomala, visto il processo di liberalizzazione di cui sono protagoniste entrambe e le analogie presenti. Speriamo che finalmente Telecom diventi operatore telefonico come tutti gli altri e non possa più imporre il suo monopolio.
    non+autenticato
  • perche' non chiederlo a messer Prodi?
    non+autenticato
  • Credo che quanto è stato appurato da questa disamina sia frutto di quanto sia stato fatto da una società ex monopolista, ma nel medesimo tempo
    madre padrona e Possessicre.

    La presa di posizione delle autorità va contro questa linea e vuol rendere Telecom alla pari tregua di qualsiasi altra società telefonica sul territorio nazionale.
    Telecom deve pagare l'affitto delle linee da lei sfruttate in ugual modo e con ugul prezzo di tutti gli altri suoi concorrenti.

    E' assolutamente anticonformista ed antieconomico che colei che affitta le linee sia concorrente diretto degli affittuari.
    La gestione delle linee deve essere affidata a qualcuno che si trovi al di sopra delle parti e che quest'ultima non parteggi per qualcuno.

    Era ora che qualcuno si accorgesse di questa incongruenza grave e palese.
    Sia Stato o non è da verificarsi e da esaminarsi ma che la gestione delle linee vengano al più presto tolte dalla diretta concorrente dei suoi affittuari, altrimenti non si può parlare di concorrenza, tantomeno di mercato e di liberalizzazione.

    Saluti
    non+autenticato
  • Ma come? dopo aver qui tutti pontificato telecom in mano ai privati si scopre che un privato piu' furbo ed ammanicato ha comprato tutto per due soldi in nome del libero mercato? avete il coraggio di lamentarvi?
    Ve la siete cercata coccodrillini cari...
    Quando c'era chi poneva il problema (associazioni di consumatori) ve ne siete fregati lisciandovi le mani pensando solo a leggere le pubblicita' delle varie galactica di turno senza chiedervi chi davvero se la sarebbe presa nelle terga con tariffe improponibili e servizi inesistenti...
    Mi raccomndo: continuate cosi' anche ora che i vari gestori "alternativi" nulla o quasi spendono in infrastrutture e piangono il morto perche' vogliono mettere mano alla rete che gia' c'e'...
    Ma dico io secondo voi gasparri tiene il gioco a chi secondo voi? Come quelli di prima che parteggiavao per olivetti, questo prepara il campo a quelli di albacom che, guardacaso, prima non apriva bocca sui contratti firmati con telecom stessa perche' gli facev comodo essere reseller e non carrier.. Cmq tranquilli che quelli che sono su adesso faranno quello che han fatto i predecessori: con una sola differenza: lo faranno peggio e a riprenderla li' saremo tanto per cambiarla noi.
    A sto punto che vendano ai tedeschi e vaffa a tutti. Almeno ti fanno pagare per dei servizi che ti danno.
    Sono stanco di vivere in un paese del terzo mondo dell'informazione...
    Ah dimenticavo: occhio alla privatizzazione dell' Enel.. anche li' tutti pronti a novanta gente.
    E mi raccomando, non pensate a quello che fanno.. tutti col sorriso come quando privatizzarono telecom.
    non+autenticato
  • Invece di frignare, perche' non fai qualcosa, ora che Gasparri se seduto col culo sull'etna, e magari gli mandi un paio di email spiegando come la pensi e cosa vorresti?
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 17 discussioni)