250mila account rubati ad un provider

Accade in Svizzera, dove qualcuno minimizza. Ma per mesi la posta degli utenti di Swissonline è stata alla mercé dei cracker. L'email è in sé insicura, ma il buco al terzo provider svizzero suscita nuove polemiche

250mila account rubati ad un providerGinevra - Sono 250mila gli indirizzi email e le password che ignoti cracker hanno acquisito nei mesi scorsi entrando nei server di Swissonline, il terzo provider svizzero. E se l'email è notoriamente insicura, il crack che ha messo tutti quegli account a disposizione di ignoti non può che provocare accese polemiche sulla sicurezza del provider e, più in generale, della comunicazione elettronica.

Contribuiscono ad alimentare le discussioni anche le modalità con cui il crack è stato reso noto. Il giornale "SonntagsZeitung", infatti, ha scritto di aver ricevuto un Cd-ROM contenente i dati di 185mila account di SwissOnline comprensivi di 250mila indirizzi di posta elettronica. Stando al giornale, il mittente del Cd-ROM sarebbe "un giovane uomo che si descrive come conosciuto nel mondo dell'hacking svizzero".

Tra gli account i cui dati sono stati catturati dai cracker vi sono anche quelli di tre ambasciate straniere: Israele, Svezia e Francia. Non solo, tra le "vittime" compaiono l'Associazione delle banche straniere, un dipartimento di polizia, numerosi VIP, il centro delle carte di credito della UBS e persino la Chiesa di Scientology, filiale di Zurigo.
SwissOnline ha confermato l'accaduto e ha dovuto ammettere che quanto sottratto dai cracker ha potenzialmente consentito loro di leggere, modificare, cancellare o inoltrare la posta elettronica dei propri clienti. Il provider ha anche affermato di aver inviato un messaggio ai propri utenti affinché modifichino al più presto le proprie password.

L'imbarazzo per il fornitore di servizi è evidente. Nel suo articolo, il giornale svizzero ha intervistato un esperto di sicurezza secondo cui sarebbe ben nota, in certi ambienti, la "leggerezza" di SwissOnline in materia di sicurezza. Accuse dalle quali il provider tenta di difendersi: "Sappiamo che non è stato un neofita a fare tutto questo. Si è trattato di un professionista, perché non era facile entrare nel nostro sistema: è stato un lavoro duro".

La portavoce del provider si è difesa affermando che SwissOnline non è l'unico provider ad essere stato colpito e spiegando che in tutto il mondo ci sono sistemi che vengono violati. Ed ha concluso mettendo la ciliegina sulle sue dichiarazioni: "Queste cose succedono".
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