Deep linking, in Olanda si può

Non è illegale linkare dal proprio sito pagine interne di un altro sito. Un editore aveva contestato il link diretto alle proprie news, che non costringeva i lettori a passare per la home page

Amsterdam - Con una decisione che potrebbe avere conseguenze importanti anche per l'Europa, un tribunale olandese ha stabilito che il deep linking non può essere considerato illegale, almeno a certe condizioni. Lo ha stabilito chiudendo un caso di cui si è parlato a lungo, quello di un editore che non voleva che altri siti linkassero direttamente a pagine interne del proprio sito evitando in questo modo ai lettori il passaggio in una home page densa di pubblicità e sponsorship.

L'editore PCM ha deciso di non ricorrere in appello rispetto alla decisione, di fatto dando "il via libera" affinché la sentenza divenga un precedente. In questo caso il tribunale ha dato l'ok sui link posti da un servizio che offre news online alle notizie presenti su un altro sito, quello dell'editore PCM.

PCM, uno dei maggiori editori olandesi, aveva chiesto al tribunale di impedire al sito Kranten.com di porre i titoli dei propri pezzi e i link alle pagine interne (deep linking) del proprio sito sulle proprie pagine. In questo modo, si lamentava PCM, i lettori provenienti da Kranten.com non passavano per la home page "perdendosi" i messaggi pubblicitari.
Il dato importante è l'accettazione della difesa di Kranten.com, secondo cui il deep linking e questo genere di riferimenti "ipertestuali" è pratica comune e costitutiva del web.
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