Pisa: l'Università nasconde i siti scomodi?

Questa l'accusa di un lettore dell'Università, che insegna a Pisa nell'ambito di un progetto di scambio culturale. Ecco il suo racconto

Pisa - Egregio Signor Direttore, ho visto che il Suo "Punto Informatico" si occupa anche della libertà dell'internet e vorrei informarLa di un progetto lanciato dalla Facoltà di lingue straniere dell'Università di Pisa che si chiama "Teleassistenza" e che, come un osservatore non esperto del mondo universitario potrebbe essere indotto a ritenere, non serve solo ad aprire una fonte di facili guadagni ai pochi soggetti coinvolti (professori o lettori). A questo proposito c'è un problema, perché proprio questi soggetti operano per sopprimere altri siti qualora contengano allusioni sulle retribuzioni universitarie o considerazioni teoriche intorno al valore glottodidattico del servizio da loro così offerto.

Va premesso che io sono un "lettore di scambio", cioè, secondo gli accordi culturali tra l'Italia e l'Austria, "docente" (= ex assistente) a tempo determinato (3 anni) presso l'Istituto di tedesco della Facoltà di lingue straniere dell'Università di Pisa.

Ecco i fatti.
Un anno fa ho allestito un piccolo sito - www.humnet.unipi.it/~putz - per facilitare certe procedure soprattutto per i non frequentanti (informazioni sull'orario, sulle date degli esami e test in itinere, distribuzione di dispense tramite documenti PDF ecc.) e questo sito godeva dell'esplicita approvazione del capo istituto e veniva frequentato da non pochi studenti, visto che era l'unico servizio telematico in campo.
Tuttavia, nel maggio 2000, la Facoltà ha lanciato una iniziativa web che rendeva non ben visto in certi ambienti il mio sito gratuito perché proprio per la sua gratuità dimostrava che il servizio ufficiale (che avrebbe assunto il nome di "tele-assistenza") non valeva una così alta sovvenzione pagata dall'Università, ovvero circa 10 milioni ai promotori del progetto, come ben sanno i più informati (e come è facile verificare perché si tratta di fondi pubblici).

Secondo questo "Progetto tele-assistenza" del Preside, progetto lodato dal giornale "laRepubblica" sei mesi prima della sua nascita come se fosse destinato a rivoluzionare il mondo dell'insegnamento, i lettori avrebbero dovuto pubblicare semplici esercizi di grammatica di base (ad es: inserisci l'articolo nella forma corretta: "___ Haus ist schön". Esercizi che un tecnico avrebbe convertito in HTML e che secondo i promotori del progetto avrebbero dovuto servire da stimolo ai non-frequentanti e ai fuoricorsisti.

I lettori di tedesco si sono rifiutati collettivamente di partecipare a questa iniziativa così poco convincente dal punto di vista glottodidattico che non sfrutta neppure le funzionalità e la specificità della rete (che non è una semplice macchina copiatrice). Sarebbe stato per loro evidentemente molto conveniente sul lato economico contribuire con semplici esercizi che, tra l'altro, ogni lettori produce ogni giorno per il proprio lavoro.

Finalmente, però, una neo-professoressa dell'Istituto di tedesco è riuscita a far preparare tali esercizi a un neo lettore con contratto a tempo determinato, e sin da allora l'istituto di tedesco dispone di due siti. Infatti, nel novembre 2000, cioè con qualche mese di ritardo, il progetto "tele-assistenza tedesco" è iniziato. Il sito era, però, a parte gli esercizi di grammatica, pressoché identico al mio, che però non è stato menzionato ma che era già presente online.

Quando però il CISIAU, il centro informatica dell'area umanistica, ha inserito un link al mio sito nella pagina ufficiale della Facoltà (www.humnet.unipi.it) la guerra è scoppiata. Gruppi di cui ufficialmente non conosco l'identità hanno fatto pressione sul Preside e il CISIAU e con le minacce hanno ottenuto la rimozione di tutti i link che collegavano il sito al server ufficiale dell'Università. Il CISIAU, dopo la mia inchiesta, si è scusato più o meno esplicitamente e ha detto di dover seguire gli ordini della Presidenza.

Lo scandalo, dunque, è che il mio sito, che non presenta alcun contenuto lesivo per gli interessi dell'Università, è stato addirittura nascosto sotto le minacce di azioni legali ecc. Un link reso invisibile per motivi di pura "politica del potere".

Le tre persone che si sono auto-candidate quali coordinatori del servizio teleassistenza (un lettore spagnolo, un lettore di francese e un tedesco), procurandosi un guadagno addizionale di 10 milioni per riscrivere gli esercizi di grammatica di base che si trovano a migliaia in ogni libro didattico per principianti, ovviamente temevano e temono che gli studenti, che con i loro contributi finanziano la tele-assistenza, vengano a sapere degli alti costi del progetto.

La prima pagina del mio sito, infatti, contiene un accenno all'esistenza di "siti ufficiali e retribuiti dall'Università", accenno che io ho pubblicato perché spiegavo ai visitatori del mio sito che certi servizi (date degli esami), che prima fornivo gratuitamente, non sarebbero più stati aggiornati perché li avrebbero d'ora in poi trovati sul sito ufficiale.

RingraziandoLa della Sua attenzione Le porgo i più distinti saluti

Martin PUTZ

Caro Martin, quanto è successo appare piuttosto inquietante. Spero di poter presto ospitare su queste pagine una replica dei responsabili della rete universitaria a cui questa lettera viene segnalata, per capire come si sia giunti alla decisione di cancellare quel link. A presto, Paolo De Andreis.
TAG: censura
13 Commenti alla Notizia Pisa: l'Università nasconde i siti scomodi?
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  • Al centro di calcolo di Ing. a Pisa
    fino a non molto tempo fa (ma credo che le cose
    non siano cambiate) si poteva andare a vedere solo
    un PREDETERMINATO numero di siti web. In buona
    sostanza c'era una bella lista PUNTO. Come
    dire tu puoi leggere questo giornale, e questo no,
    questo forum e quest'altro no, questo documento ma l'altro no... veramente BELLO, DEMOCRATICO, PLURALISTA, LIBERALE, e soprattutto INTELLIGENTE, ti fa diventare un bravo ingegnere un posto come quello. Triste(((

    Ma e` una congiuraOcchiolino o cosa che non riesco a vedere gli altri post??!!

    Una saluto
    ff
    non+autenticato
  • Al dipartimento di Informatica di Torino, le cose invece vanno più o meno così:
    1. Ci sono un certo numero di siti visitabili perché dichiarati (da chi?) "didattici".
    2. Ci sono un certo numero di siti inaccessibili perché non didattici (porno, warez... e vabbé)
    3. C'è la jungla di tutti gli altri siti... oggi sono accessibili, domani non più... senza alcuna apparente regola logica. Il tutto basato su un algoritmo sconosciuto ai più. Ad esempio Punto Informatico fino a poco tempo fa non era accessibile (oggi non so). Poi metti caso che trovi interessante (non porno, non warez...) magari domani non lo trovi più perché il firewall l'ha messo tra quelli non didattici!!
    Così non sono accessibili diversi portali (ma alcuni sì... con quale logica?) siti per la ricerca di lavoro... siti politici... insomma, di tutto. In una pagina ci sono scritte le parole "hard" o "mp3"? La pagina non è accessibile...
    Certe volte la cosa diventava frustrante...
    non+autenticato
  • E' ancora cosi'. La cosa + ridicola, e che tu ti sei dimenticato di dire, e' che viene consentito l'accesso ai singoli hostname. Ad es.: e' consentito l'accesso a www.pippo.it e non a www2.pippo.it tanto per fare un esempio.
    Succede cosi' che non e' nemmeno possibile visitare la maggior parte dei siti contenuti nella lista in quanto tutti i link a pagine che si trovano (pur facendo parte del solito sito) su host diversi non risultato accessibili.
    A questo aggiungi che i computer collegati in rete sono si e no 5 o 6 di cui generalmente ne funziona la meta' e considera che gli studenti sono qualche migliaio. Aggiungiamoci anche che la banda viene limitata e che nonostante l'uni sia dotata di una linea da qualche megabit si viaggia sempre a 8KB/s (come con la mia isdn tze').
    In compenso pero' ci danno l'indirizzo email con la possibilita' di leggere e spedire la posta! Insomma non possiamo mica lamentarci ehSorride



    non+autenticato
  • La cosa più bella è quando tutto felice riuscii ad entrare sia in microsoft.com che msdn.microsoft.com ma naturalmente per ricercare qualcosa in quel garbuglio di informazioni si doveva accedere a search.microsoft.com (o qualcosa del genere) che naturalmente non èra nella listaSorride HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!! Beh cmq c'è da dire che esiste una lista vuota nella quale si possono fare le proprie richieste e mi sembra giusto permettere la visualizzazioni di alcuni siti di partenza più altri da aggiungere secondo le richieste e a discrezione dell'amministratore se non vogliamo che la gente si piazzi alle postazioni e si scarichi tutti i filmati di qualche famosa pornostar (che poi magari cancella perche metterselo in dischetti da 1.44 è dura e poichè quei pc non hanno altro driver di scambio con l'utente ... ) ad Agraria so che l'accesso è illimitato su tutto il web e credo infatti che quelli che visitano i siti di 'erboristeria' siano veramente pochiOcchiolino
    non+autenticato
  • sarà anche un'oasi felice ma qua a padova, dipartimento di elettronica e informatica, funziona tutto benone... si, ok, non ci sono le bacheche elettroniche con la grafica spettacolare, sono html con puro testo, ma almeno funzionano presto e bene.
    il newsserver è solo interno ma funziona da dio, la velocità è buona, se chiedi un account te lo danno in mezz'ora...

    ...solo fortuna mia o sfiga vostra??? ;o)\
    non+autenticato

  • imho è sopratutto un problema pratico;
    in precedenza da quasi tutti gli host si poteva uscire senza dover fare i conti con gli svariati proxy e firewall... ed infatti la rete funzionava sempre con volumi di traffico pazzeschi (siti porno).
    Non potendo bannare solo i siti "cattivi" han pensato (male) di bannare TUTTO e lasciare qualche forellino per accedere ad altri beneamati well-known hosts.
    Schifo totale.

    Ultimamente, chi ha a disposizione un sistemista mediamente capace sta tentando di ammorbidire la cosa con dei firewall a fasce orarie (... rotfl).
    Al momento gli host "al pubblico" (leggi: che non siano workstation quadriprocessore con monitor da 32 pollici e 100Mbit/s di banda, impiegate per far girare Micro$oft Mail & News sulla scrivania di un prof.) dai quali si più accedere alla quasi totalità della rete sono una rarità... così su due piedi non riesco ad arrivare a 10 in tutta unipi.

    Sucks!
    non+autenticato
  • inizialmente non trovavo che vuol dire "glottodidattica".

    ecco qui anche per voi:

    "branca della linguistica applicata che cura l'elaborazione di teorie e di tecniche dirette all'insegnamento delle lingue (spec. straniere)."

    sic!

    ciao!
    non+autenticato
  • Ora e sempre più pisa MERDA!

    P.S. Lo aveva capito anche Dante centinaia di anni fa.

    N.B. Non che le altre università italiane siano messe meglio, ma almeno non sono a pisa
    non+autenticato

  • Un'altra bella dimostrazione di intelligenza diffusa e di efficenza da parte dei soliti
    quattro pseudo-amministratori-supervisori-manimpasta-untidelsignore
    che tutto sanno e ogni cosa possono (basta che sia a discapito dell'efficenza e a favore dell'ignoranza... perchè è così che "funziona" l'università di Pisa).
    Mentre frana l'universo, è ovvio che ci si debba preoccupare prima di tutto di nascondere un link.
    Bah...

    Mi domando che cosa ne pensi la (poca) gente che lavora seriamente in questa risibile istituzione.
    non+autenticato
  • Devo presumere che come studente di suddetta università ma differente facoltà i miei soldi (il milione e passa di tasse universitarie) vadano divisi anche a questa gente che prende 10milioni per scrivere un paio di tag HTML?
    non+autenticato


  • - Scritto da: Eymerich
    > Devo presumere che come studente di suddetta
    > università ma differente facoltà i miei
    > soldi (il milione e passa di tasse
    > universitarie) vadano divisi anche a questa
    > gente che prende 10milioni per scrivere un
    > paio di tag HTML?


    10Ml non sarebbe neppure una cifra esorbitante se confrontata con i megaprogetti da svariate decine/centinaia di Ml che vengono avviati e mai finiti (quando invece ce ne sono altri gestiti da una miriade di aziendine esterne, economici e tutti molto efficenti) oppure che dopo un parto atteso per anni fanno il loro ingresso sul web qualificandosi subito come "aborti,,

    (evito di puntare il dito perchè sarei di parte, cmq chiunque può rendersi conto della pochezza dei servizi più "blasonati e costosi" di *.unipi.it usando un qualsiasi browser)

    Il dramma è che il tuo milione e passa (unitamente al mio milione e passa) verrà per buona parte dilapidato in cose come:
    "chiudiamo questo servizio"
    "riprogettiamo quest'altra cosa (leggi: sopra)"
    "paghiamo la MegaStraficoWebCloning & Caciotte s.r.l. che per 190 milioni ci scrive e consegna un mega-aborto per fare quello che poi finiremo per fare noi con 12 righe di Perl, per indicizzare le homepages (cercalo, c'èSorride) )"
    ... e via dicendo ...

    La realtà, perlomeno quella cablata, a unipi.it è tragica.
    La realtà non cablata; ...beh quella è ben peggiore Con la lingua fuori


    non+autenticato
  • Io di ING avendo potuto visionare diverse volte la nostra gerarchia WEB credo che ogni dipartimento ci metta del suo gratuitamente per gestire e sviluppare il sito (per lo meno quello di ING), diverse volte in diverse pagine alcune soluzioni sono state create da professori e/o studenti, se non fosse così ne sarei molto rattristato perche ritengo superfluo far corrispondere delle crifre per attività che dovrebbero essere normale pratica del corpo docente, assistenti vari e tutto l'indottoSorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: krfja
    >
    > Mi domando che cosa ne pensi la (poca) gente
    > che lavora seriamente in questa risibile
    > istituzione.
    Quei pochi, per definizione, non pensano: sono direttamente in sintonia con la Mente del Padreterno, in quanto unti e bisunti dall'aspersorio di S. Anna o (peggio) presso il Sancta Sanctorum SNS, la Madre di Tutte le Scuole d'Eccellenza.
    Evidentemente volano troppo in alto per lasciarsi sfiorare dall'idea meschina e banale che l'Eccellenza si dovrebbe, innanzitutto, mettere in pratica, e dopo semmai fregiarsene...
    non+autenticato