Già 293mila esuberi nelle TLC nel 2001

Lo dice una indagine del Financial Times, che mette giù dura e cruda la verità sul ridimensionamento della new economy. Calano i salari IT negli USA

Londra - Dall'inizio del 2001 sono stati perduti circa 293mila posti di lavoro nel settore delle telecomunicazioni. E la tendenza è in salita, visto che la stragrande maggioranza ha perso il lavoro nell'ultimo trimestre.

Ad affermarlo è l'autorevole quotidiano economico britannico Financial Times, che in una ricerca ha appurato che le grandi corporation del settore sono ricorse a pesanti ristrutturazioni che hanno influito notevolmente sull'occupazione nel comparto.

Un taglio pesante anche quello registrato nella componentistica di settore, dove le aziende specializzate hanno lasciato senza lavoro quasi 54mila dipendenti.
Gli esperti ritengono che questa accelerazione nei licenziamenti sia dovuta all'opinione diffusa da parte dei dirigenti d'azienda che la curva discendente relativa al settore subirà un'inversione solo tra qualche anno. Una conferma del pessimismo sarebbe dato anche dalla riduzione nei livelli produttivi che in alcuni casi arriva al 50 per cento sul lungo termine.

E mentre gli analisti ragionano sull'impatto che questa situazione potrà avere sul complesso dell'economia mondiale, dagli Stati Uniti arriva la notizia secondo cui il salario del professionista IT americano medio è calato del 6 per cento nei primi sei mesi dell'anno. Stando a quanto riportato dall'azienda del recruitment online Techies.com, il salario è sceso di circa 4mila dollari dai 60mila che venivano ritenuti la media salariale per questo genere di occupazione.
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