L'incredibile ritorno di BonsaiKitten.com

Continua a girare in Italia un'email con cui si vuole fermare il celebre sito-beffa. Un'email che cade nella trappola del sito e si propone come bufala spammatoria

L'incredibile ritorno di BonsaiKitten.comRoma - Una raccolta firme via email per far chiudere BonsaiKitten.com: è iniziata a circolare nuovamente con una certa velocità all'inizio di luglio. Nuovamente, perché il sito-bufala che già tanto ha fatto parlare di sé non propone nulla di reale, sebbene si tratti di "satira" di dubbio gusto. Una versione in italiano ampiamente ritoccata di quel sito, gattibonsai.it, è stata recentemente oscurata dalla magistratura.

All'inizio di luglio Punto Informatico ha ricevuto le prime email che contenevano alcune decine di firme in calce ad un appello per la chiusura del sito "che insegna a torturare i gatti". Una decina di giorni dopo, a metà luglio, le firme avevano già superato quota 150 e nei giorni scorsi sono arrivate oltre le 215. Ma potrebbero essere molte di più, visto che la bufala chiede di inviare i listati di almeno 500 firme ad un certo indirizzo, invitando dunque a lanciare ogni volta una nuova raccolta firme...

Il testo della lettera, pubblicata nella seconda pagina di questo articolo, è piuttosto allarmante e mette in evidenza alcune curiose affermazioni.
Anzitutto si sostiene che le pratiche proposte dal sito-beffa sarebbero già diffuse in mezzo mondo, e in particolare a New York e in Indonesia, in Cina e in Nuova Zelanda. A guidare il sito, secondo la lettera, sarebbe una società giapponese senza scrupoli, quando basta fare una ricerca nello WHOIS per individuare come intestatario del dominio un tale "Michael Wong Chang" di New York.

Non solo, come si addice ad una email bufala "tradizionale" - il cui scopo è semplicemente quello di diffondersi il più possibile - il messaggio invita chi lo riceve a firmarlo e a spedirlo a tutti quelli che si conoscono. In questo modo, almeno stando alle firme, il messaggio, probabilmente solo una delle versioni che stanno circolando online, sembra aver toccato Messico, Spagna e infine l'Italia.

Che BonsaiKitten non sia però destinato a sparire dall'orizzonte telematico, nonostante i suoi contenuti, lo dimostra anche il fatto che sui newsgroup di mezzo mondo si continua a parlarne, o a citarlo. C'è chi non sapeva della bufala e si preoccupa, chi parla della beffa e chi lo cita come esempio. Che lo si voglia o meno, quel sito è riuscito a fare breccia nell'immaginario collettivo...
TAG: italia
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