Amazon: dammi i tuoi dati che me li vendo

Il megashop online annuncia la nuova policy sulla privacy. I dati personali dei clienti potranno essere venduti o scambiati con siti terzi. Applausi. Perché Amazon, a differenza di altri, almeno ha avvertito tutti

Web - La privacy negli States è così malmessa che i commentatori arrivano ad applaudire Amazon.com per aver dichiarato che potrà vendere a terzi o scambiare i dati personali dei propri clienti. A differenza di altri siti di e-commerce, infatti, Amazon avrebbe il merito di avvertire i propri clienti di quanto sta combinando.

In pratica, nelle scorse ore il più conosciuto negozio online ha pubblicato una nuova policy sulla privacy, avvertendo i propri clienti per email. Una policy che prevede la possibilità di cedere a terzi, per vendita o per scambio, i dati personali di chi compie acquisti sul sito di Amazon.com.

La nuova strategia, che tiene conto delle decine di milioni di dollari che può valere un database clienti come quello di Amazon, è comunque criticata da chi si occupa di privacy perché il rischio che si corre con la vendita o lo scambio dei dati è che Amazon o altri possano finire per "sapere troppo" dei propri clienti. Se un altro sito che si occupa di altre attività di e-commerce sovrappone i propri dati a quelli forniti da Amazon, entrambi i partner avranno per ogni cliente comune un profilo assai più dettagliato di quello che lo stesso cliente può immaginare.
Il problema non è nuovo, ed era già emerso con le pratiche criticatissime della concessionaria pubblicitaria DoubleClick, ma il fatto che sia Amazon ad abbracciare questa politica preoccupa molti. Fino a questo momento, però, l'unica azienda di grosso calibro ad aver fatto sentire la sua voce sulle pratiche di Amazon, queste e quelle precedenti, è IBM, coerente con i principi enunciati più volte a favore della privacy degli utenti Internet.
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