BT insiste: possediamo i link, pagateci

Il colosso telefonico britannico sembra lungi dal rinunciare a raccogliere royalty per l'uso dei link ipertestuali. Una fantastoria del brevetto con tutte le bollicine del caso

Londra - British Telecom non demorde. Dopo mesi dall'avvio di una procedura di raccolta royalty che ha fatto discutere moltissimo e che sembra a molti del tutto impraticabile, il colosso della telefonia britannico ha deciso di andare avanti. Vuole far valere un proprio brevetto del 1989 valido nei soli Stati Uniti che a suo dire garantisce all'azienda tutti i diritti sui link ipertestuali.

La storia è vecchia e a mesi dall'annuncio che avrebbe iniziato a chiedere "ragionevoli royalty" per l'uso dell'ipertesto nei siti aziendali, British Telecom ha iniziato a intavolare discussioni e negoziati con numerose imprese americane. E si dice pronta a dare avvio a procedure legali contro le società che non vorranno "collaborare".

I rappresentanti della compagnia britannica hanno confermato di aspettarsi "entrate sostanziose" derivanti dalle trattative in corso. In realtà però sono in molti a dubitare che il vecchio brevetto dell'azienda reggerebbe un confronto in tribunale. Sostengoo infatti che, poiché il brevetto risale ad un'epoca in cui BT era ancora azienda pubblica, prima della divisione in due aziende e della successiva privatizzazione, i diritti stessi del brevetto sarebbero decaduti. BT però ha fretta, perché nel 2006 la legge americana prevede che il brevetto registrato negli USA decada.
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