LeMonde scalpita e "ruba" un dominio .com

Il giornale francese riesce a ottenere il dominio .com con il suo nome, dimostrando che ormai sono i trademark che comandano online. Il primo registrante aveva anche la-lune.com e la-terre.com

Ginevra - Si Ŕ mossa con grossolana rapiditÓ questa volta la commissione del WIPO che si occupa delle controversie sui domini internazionali. La sua ultima decisione, scaturita da un ricorso del quotidiano francese LeMonde, ha portato all'assegnazione del dominio le-monde.com al giornale sottraendolo al registrante originario, bollato come "cybersquatter".

Elphege Fremy, che aveva registrato il dominio, si Ŕ difeso inutilmente dalle accuse di LeMonde sostenendo che "la frase stessa - il Mondo - ha un significato ampio che previene qualsiasi assegnazione esclusiva". Fremy ha anche fatto notare che in precedenza ha registrato anche la-terre.com e la-lune.com sottolineando che intendeva fare dei tre siti un portale informativo e che finora aveva ritardato la pubblicazione per la scarsitÓ di investimenti che aveva attirato il suo progetto.

Secondo l'arbitro del WIPO, l'Organizzazione mondiale della proprietÓ intellettuale, le tesi di Fremy non convincono e non dimostrano "che aveva una seria intenzione di creare e gestire un sito in modo da non creare confusione con il trademark che appartiene a LeMonde". E tanto basta per assegnare un termine generico al possessore di un marchio che abbraccia quel termine.
Che il caso andrebbe rivisto risulta evidente anche dal fatto che Fremy si Ŕ preso il bollino di "cybersquatter" pur non avendo tentato di vendere quel dominio al quotidiano. Proprio l'appropriazione di un dominio per speculare sulla sua successiva cessione, infatti, costituisce quello che viene definito "cybersquatting" da una legge americana presa a "testo universale" dal WIPO.
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