Mp3.com condannato! Chiuderà

La sentenza è calata ieri in serata sul sito come una scure assassina. Accusato di pirateria, il sito chiuderà o verrà rilevato dai suoi accusatori che chiederanno "danni totali"

Mp3.com condannato! ChiuderàWashington (USA) - Peggio di così non poteva andare a Mp3.com, celeberrimo sito di distribuzione musicale online messo sulla graticola dalle industrie discografiche. Universal Music ha ottenuto una sentenza arrivata nella serata di ieri che potrebbe chiudere l'avventura online di quello che era ormai un punto di riferimento del Web.

Il giudice federale che presiede il caso ha sentenziato non solo che Mp3.com ha violato il diritto d'autore di Universal Music (Seagram) ma anche che lo ha fatto intenzionalmente. Questo significa che per ogni scaricamento effettuato dagli utenti del sito con il servizio mymp3.com (che consentiva di ascoltare online i brani di CD già acquistati), il sito dovrà versare a Universal una cifra che può arrivare a 30mila dollari ciascuno.

Universal-Seagram, che aveva iniziato la causa chiedendo 450 milioni di dollari di danni, sostiene che gli "scaricamenti pirata" sono almeno 10mila. Nelle prossime settimane una commissione presieduta dal giudice stabilirà il numero effettivo di violazioni. Da lì dipenderà l'ammontare effettivo dei danni da pagare a Seagram.
Il problema se possibile ancor più grave per il sito è che le altre majors con cui aveva quasi concluso accordi extragiudiziari (Sony, BMG, Warner ed EMI), visto il risultato ottenuto da Seagram, con ogni probabilità decideranno di tornare alla carica e chiedere a loro volta i danni per ogni singola violazione.

Se questo accadrà, e sono in pochi a dubitare che accada, Mp3.com si troverà nella situazione di dover pagare molto più di quanto il sito venga valutato a Wall Street. Se questo non dovesse accadere ma a Seagram fossero riconosciuti 450 milioni di dollari in danni, hanno detto nel pomeriggio di ieri gli avvocati del sito, Mp3.com chiuderà comunque. Allo stato non è azzardato ritenere che il sito possa finire per essere incorporato da Universal o da una delle majors che lo hanno portato in tribunale.

La sentenza di ieri segna a detta dei primi commentatori che si sono espressi sulla cosa il più significativo risultato ottenuto dall'industria discografica nella sua crociata contro tutto ciò che sulla Rete minaccia il proprio consolidato business musicale.