Iniziato il processo a Naughton

L'ex brillante manager Disney incastrato dall'FBI inizia il calvario del processo. Emergono le prime contraddizioni

Los Angeles (USA) - L'incredibile storia di Patrick Naughton torna alla ribalta in queste ore con il processo che nei giorni scorsi si era cercato di evitare. Come si ricorderà Naughton, all'epoca alto dirigente Disney e già "mente" di Java, fu arrestato "per aver attraversato i confini di uno stato federale per compiere attività sessuali con una minore". La minore, in realtà, era un agente di polizia che per settimane ha cercato di far cadere Naughton nelle sue pulsioni fino a riuscirci.

Naughton si è visto rifiutare l'archiviazione del caso, richiesta proprio per il comportamento della polizia federale, e inizia in queste ore il suo calvario. Intanto il suo avvocato ha ricordato al Tribunale che dovrà giudicarlo che l'uomo non si è spontaneamente dimesso dal suo posto di lavoro ma è stato letteralmente cacciato dalla Disney subito dopo il suo arresto.

Secondo il giudice, però, la difesa non ha saputo provare che la polizia ha agito al di fuori dei limiti di legge o abbia fatto quanto ha fatto per colpire proprio lui. E ha poi ricordato che Naughton era in contatto con la falsa procace 13enne in una chat room conosciuta come "dad-daughter sex", quindi "fin troppo esplicita".
Altro elemento importante sostenuto nei preliminari dalla difesa è che in realtà le chat sono "un mondo virtuale di fantasia" e che Naughton non ha mai creduto che la persona con cui chattava fosse veramente una 13enne. E, riferendosi alle immagini pornografiche trovate sul computer dell'ex manager, l'avvocato difensore ha affermato che si tratta di immagini inviate da chi chattava con Naughton: "quelle immagini sono state ricevute senza che siano state richieste".
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