La Corte Suprema rimanda ancora Microsoft

Per la seconda volta la massima Corte americana decide di non decidere e rinvia a ottobre la scelta se accettare o meno il caso antitrust o rinviarlo, prima, ad una Corte d'Appello

Washington (USA) - Niente da fare. Per accusa e difesa le bocce rimangono ferme, e rimarranno nella posizione attuale almeno fino al 2 ottobre. Da questa data in poi, sostengono gli osservatori, è possibile attendersi una decisione definitiva della Corte Suprema sull'appello nel caso antitrust contro Microsoft, concluso in primo grado con la condanna dell'azienda di Bill Gates per abuso di posizione dominante e tattiche monopolistiche.

Per la seconda volta la massima Corte dell'ordinamento statunitense ha deciso di non decidere. Per la seconda volta, infatti, ha rinviato la scelta se intraprendere o meno l'appello del caso Microsoft o rinviare il proprio intervento allo svolgimento del processo di secondo grado in una Corte d'Appello. Corte che, tra l'altro, ha già dato la propria disponibilità se la Corte Suprema riterrà di affidarle il caso.

A quanto pare non è usuale che la Corte Suprema rinvii una decisione del genere per due volte di seguito, un elemento che testimonia la centralità del caso Microsoft e le problematiche politico-economico-giudiziarie che circondano il caso che vede al centro la più conosciuta delle softwarehouse. Che il caso sia determinante, d'altra parte, lo dimostra il fatto che l'accusa, guidata dal ministero della Giustizia, solo due volte negli ultimi 26 anni ha chiesto alla Corte Suprema di occuparsi di un appello.
Qualora la Corte Suprema ad ottobre decidesse di esaminare il caso in appello è lecito attendersi una decisione definitiva e inappellabile già la prossima estate. Se questo non avverrà e "la palla" passerà prima alla Corte d'Appello, dicono gli osservatori, difficilmente il caso Microsoft potrà essere chiuso prima di luglio 2002.
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