Londra e Bruxelles, Rete a tutta

I primi ministri belga e inglese fanno a gara nelle ultime ore per annunciare grandiosi piani per la nuova società digitale. Ma vince Blair, più avanti di una spanna sul collega Verhofstadt

Londra - Sfida sulla Manica. Bruxelles annuncia che entro l'autunno dell'anno prossimo il Governo del Paese sarà a tutti gli effetti un governo elettronico. Londra risponde con un piano da un miliardo di sterline per fare questo ed altro. A vincere, forse, è il premier britannico Tony Blair, il cui paese "macina" più Internet di quanto non faccia il paese del suo omologo Guy Verhofstadt.

Quest'ultimo ha annunciato ieri che la Pubblica Amministrazione è ormai vicina al giro di boa per quanto riguarda l'informatizzazione dei servizi e dei rapporti con il cittadino, al punto che prima del Natale 2001 tutti i belgi potranno scegliere di "interfacciarsi" con la PA utilizzando esclusivamente Internet. Attraverso la Rete, dunque, potranno versare le imposte, ottenere l'immatricolazione delle nuove automobili o, ancora, le licenze di pesca, per citare gli esempi di cui ha parlato Verfhostadt. Non contento, il governo belga metterà a disposizione di chi non possiede un computer dei terminali di accesso intelligenti che verranno collocati in tutti gli uffici postali.

Dall'altra parte della Manica, Tony Blair non è rimasto a guardare. A capo di un governo che ha varato alcune delle più severe misure antiprivacy dell'Europa, Blair ha dichiarato che sarà allocato un miliardo di sterline per realizzare il "sogno" di un governo finalmente accessibile via computer a tutti i livelli. All'interno di questo stanziamento, ha detto Blair, 15 milioni di sterline sosterranno le imprese nell'adeguarsi alla nuova "società digitale".
Ogni due anni Blair, e non è mancato all'appuntamento, annuncia che la Gran Bretagna dovrebbe diventare a breve il primo paese al mondo per volume di commercio elettronico. Per far vedere che il risultato può essere portato a casa, il premier britannico questa volta ha snocciolato dati incoraggianti: un terzo della popolazione britannica godrebbe di accesso ad Internet, il 90 per cento dei lavoratori sarebbe impiegato in imprese che in un modo o nell'altro dispongono di accesso alla rete e, soprattutto, l'e-commerce britannico avrebbe raggiunto l'anno scorso un volume d'affari di 2 miliardi di sterline.

Accanto a tutto questo, che rientra nel megaprogettone "UK Online" annunciato recentemente da Blair, il governo si impegna a realizzare 600 centri di accesso alla rete in cui formare anche i più poveri del paese all'uso delle nuove tecnologie, "per consentire loro di trovarsi un'occupazione in un settore così esplosivo".
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