Gates: "Linux non può competere"

Aizzato dalla stampa australiana, Bill non si fa pregare e mostra le corna da diavoletto con cui conta di sgonfiare quel pallone gonfiato del Pinguino. E ce né pure per il concetto di open source. Scatenato, rischia di fare boooommm!

Gates: Sydney (Australia) - Durante la sua permanenza nel continente australiano, attuale tappa della campagna Microsoft per il lancio della futura piattaforma .NET, mr.Gates ha rotto ogni indugio raccontando alla rivista The Australian IT perché, a suo avviso, Linux non sarà mai un vero concorrente di Windows.

Ecco i punti salienti dell'imperdibile intervista: "I miti che circondano Linux spesso assomigliano più a leggende che a fatti reali. Non è vero, infatti, che Linux è gratuito, a meno che non si dia valore ai costi di sviluppo e di supporto che si devono sostenere per fare il lavoro. Persino Linus Torvalds ha detto di recente che Linux non può competere con Windows in quanto a facilità d'utilizzo e semplicità, e dovrà passare ancora molto tempo prima che possa competere davvero sul mercato desktop".

Interrogato poi sulla validità della filosofia open source, il leader Microsoft ha dichiarato che "è semplicemente falso che l'open source abbia qualsiasi grande beneficio in termini di affidabilità e sicurezza", sostenendo che "l'idea che i contributi altruistici della gente portino in qualche modo allo sviluppo di prodotti migliori è falso".
Per Bill Gates, dunque, l'open source riesce a sfruttare bene "solo le vecchie tecnologie" ed i software free migliorano solo se c'è qualcuno che si prende la briga di scrivere "nuovo codice". Il Chief Software Architect di Microsoft ha persino affermato che: "L'open source non fornisce la funzionalità, l'affidabilità e la prevedibilità necessarie in ambiti aziendali e richieste per i sistemi mission critical. Il modello del software libero frena chiunque dal fare grandi investimenti necessari per rendere la tecnologia davvero competitiva".

Secondo Mr. Microsoft, dunque, è pur vero che attorno a Linux si è concentrata una grande attenzione ed è altresì vero che questo OS stia crescendo nel campo dei Web server e come piattaforma per singole applicazioni non mission critical, ma a suo parere il Pinguino è stato ampiamente gonfiato e prima o poi scoppierà con fragore lasciando a bocca asciutta tutti coloro che vi avevano scommesso grosse cifre.

A poche ore dalla pubblicazione dell'intervista, su LinuxToday è uscito un articolo nel quale Paul Ferris, noto sostenitore della causa open source, controbatte punto per punto alle parole di Gates. Eccone un breve stralcio: "I miti di Windows spesso appaiono solo leggende. Non è gratuito, sebbene gli utenti lo pensino perché lo trovano preinstallato sui loro PC dai venditori di hardware costretti a contratti che soffocano la concorrenza. Windows costa, a utenti e aziende, centinaia di dollari che potrebbero essere risparmiati con Linux. Si aggiunga a questo i continui aggiornamenti, gli incessanti crash di sistema, i mediocri strumenti per l'amministrazione di rete e una scadente qualità del software: si avrà un prodotto che non può fregiarsi di un solo vantaggio su una vera soluzione open source, come Linux".
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