Pubblicità online in crescita nel 2002

Due nuovi studi danno spazio all'ottimismo e prevedono una crescita del mercato dell'advertising su Internet nei prossimi anni

New York - Il mercato della pubblicità su Internet sarebbe destinato a crescere già dal prossimo anno. Lo sostengono gli ultimi studi di Veronis Suhler, nota merchant bank con sede a New York, e di Jupiter Media Metrix.

Stando alle previsioni della merchant bank, il mercato dell'advertising online dovrebbe svilupparsi mediamente del 3,1 per cento l'anno tra il 2001 e il 2005, mentre nello stesso periodo la crescita dell'intero settore della pubblicità dovrebbe raggiungere una media del cinque per cento.

Veronis Suhler ha anche confermato che "la pubblicità su Internet non è ancora partita effettivamente. Un tempo molti ritenevano che avrebbe rubato quote alla televisione e agli altri media, ma questo non è successo". Secondo lo studio infine, l'email marketing dovrebbe crescere negli anni, anche se a "fare bene" saranno quanti inviano messaggi esplicitamente richiesti.
Sulla stessa lunghezza d'onda viaggiano anche le cifre presentate da Jupiter Media Metrix (JMM) che vede l'Internet Advertising raggiungere il sette per cento dell'intero mercato pubblicitario nel 2006, partendo dal tre per cento previsto per quest'anno.

Gli analisti di JMM hanno però rivisto le stime del mercato della pubblicità su Internet per il 2001 abbassandole da 7,3 a 5,7 miliardi di dollari.

Secondo Marissa Gluck, analista per JMM, l'advertising su Internet, per quanto sia difficile valutarne la resa, offre indubbiamente benefici a lungo termine per gli inserzionisti: "Misurando l'effetto della pubblicità online scopriamo che determina un'importante influenza sui consumatori, che include l'aumento di traffico e di vendite, ispirando fedeltà e promuovendo il riferimento (ai prodotti o ai servizi)".

La Gluck spiega anche il calo della pubblicità di quest'anno: "Mentre la diminuzione delle risorse finanziarie è un fattore chiave che ha inibito la crescita, gli stimoli primari della pubblicità online sono sempre lì e si concretizzeranno".

Inoltre, JMM sostiene che gli editori dovrebbero trovare il modo di rendere più importanti gli spazi pubblicitari ed offrire una maggiore "targetizzazione", in modo da accattivare gli inserzionisti utilizzando più diffusamente gli ultimi standard forniti dall'Interactive Advertising Bureau (IAB), che prevedono l'inserimento di spazi più ampi (ad esempio 336x280) e navigabili all'interno delle pagine (rich media creative) che hanno una resa migliore dei classici banner.
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