Fallito il sequestro di netstrike.it

Poche ore dopo il sequestro è tornato online all'estero e sono nati svariati mirror. Un esempio di come le politiche repressive su Internet possano fallire. Ma il sequestro segnala anche il montare di una preoccupante politica repressiva

Fallito il sequestro di netstrike.itBologna - Non ce l'ha fatta l'autorità giudiziaria italiana a mettere il bavaglio ad uno dei siti simbolo della protesta antiglobalizzazione in Italia: netstrike.it. Il sito nato nel 1995 e ospitato a lungo sui server di ecn.org è stato oscurato lo scorso 11 agosto, ma ha riaperto poche ore dopo su un server all'estero e, a fare da beffa alla disposizione di sequestro, sono nati quasi immediatamente una quantità di mirror in giro su Internet. Come prevedibile, il sito, peraltro già molto noto, è ora notissimo.

Il sequestro era stato chiesto da Francesca Nanni, uno dei magistrati che si sta occupando dei fatti accaduti a Genova durante il G8. La disposizione riportava i riferimenti all'articolo 615 quinquies del codice penale, relativo alla diffusione di programmi finalizzati al danneggiamento di servizi informatici. L'operazione seguirebbe il filone d'inchiesta che si occupa del tentato danneggiamento dei siti legati al G8 e simili, affidato al magistrato di Genova. E? evidente che i suggerimenti contenuti in netstrike.it, anche sotto forma di semplici link, sono reperibili facilmente su tutta la rete.

Sandro Moretti, presidente dell'associazione Isole nella Rete che gestisce ecn.org, ha detto: "E' un sequestro che ci preoccupa soprattutto perché è immotivato e fa supporre che sia stato un atto arbitrario, o per impedire che si svolgano i netstrike o come atto di censura vera e propria". Ora sulla home page di ecn.org campeggia il seguente messaggio: "Sequestrato per ordine della magistratura di Genova il sito www.netstrike.it, ospitato sul server di Isole nella Rete. Un atto intimidatorio e di provocazione politica, nonché un'inutile operazione di censura di fronte a cui la nostra risposta non può che essere: NON CI FARETE TACERE MAI!".
E così è stato, appunto, prima grazie ai mirror nati su www.italy.indymedia.org/netstrike.it e su www.contrast.org/netstrike e poi grazie al trasferimento del dominio netstrike.it che è adesso ospitato da servus.at, in Austria.

Ora sulla home page del sito di netstrike.it campeggia un comunicato firmato dal gruppo che ha dato vita al sito, che si conclude con l'appello: "Invitiamo tutti a diffondere questo comunicato e chiediamo a chiunque ne abbia la possibilità di mirrorare il sito mandando un messaggio alla mailing-list netstrike@autistici.org".

Ma se netstrike.it continua e continuerà a vivere, al di là del merito dell?inchiesta si registra ancora una volta, l?ennesima in questo anno, un atto di censura ai danni di un sito internet italiano. Sono molti i siti che al posto della loro home page ora presentano l?annuncio di sequestro, ma sono decisamente troppo pochi coloro che si pongono il problema della censura. Dopo il caso di netstrike.it appare sempre più evidente come le iniziative italiane in rete camminino, oggi, su un terreno minato.
TAG: censura
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