Taiwan e Linux, sboccia l'amore

Taiwan, centro nevralgico dell'IT a livello mondiale, dichiara il suo amore per il Pinguino e si prepara a ripudiare Windows in un settore esplosivo come quello delle Internet appliance

Taipei (Taiwan) - Sembra proprio che la Cina e Taiwan abbiano finalmente trovato in Linux un primo punto in comune. Oltre che nelle terre di Mao, il Pinguino sembra infatti essere riuscito a guadagnarsi una profonda simpatia anche a Taiwan, un'isoletta che da sola rappresenta il terzo produttore mondiale di componenti informatici.

Lo si è potuto notare già lo scorso giugno, durante il Computex Taipei 2000, ma lo si è potuto soprattutto constatare il trascorso week end, quando sull'isola è sbarcato il Linux World Expo. E ' subito apparso evidente come il Pinguino, qui, fosse ormai di casa, e come l'open source non rappresentasse più un concetto blasfemo, ma una nuova filosofia di mercato.

Il settore asiatico in cui Linux è riuscito a mettere in netta inferiorità numerica Windows è stato quello, davvero caldo, delle Internet appliance: un mercato, questo, che entro il 2002 si prevede supererà i volumi di vendita dei personal computer.
Ma a Taiwan sembrano aver raccolto trofei non solo gli "embedded" Linux, ossia i piccoli pinguini concorrenti di WinCE e PalmOS, ma in parte anche le distribuzioni Linux dedicate ai notebook, altro settore in cui le caratteristiche di questo OS sembrano ben adattarsi alle esigenze di una discreta fascia di utenti.

Il "virus" Linux sembra aver contagiato, oltre all'imprenditoria, anche il governo taiwanese, tanto che il ministero per l'economia e gli affari ha istituito una task force con il compito di promuovere Linux presso i produttori locali di Internet appliance. Che la rivoluzione rossa abbia toccato anche Taiwan?