Saranno pubblicate le falle nelle protezioni SDMI

Dopo mesi di battaglie, la ricerca che aveva distrutto le ambizioni antipirateria della SDMI sta per essere presentata ufficialmente. Da tempo era comunque disponibile online

Saranno pubblicate le falle nelle protezioni SDMIWashington (USA) - Alcuni ricercatori che fanno capo all'Università di Princeton avevano scoperto da tempo il modo di "bucare" i codici sviluppati dalla SDMI con lo scopo di tentare di porre un freno alla pirateria musicale. Ora la ricerca sarà finalmente presentata ufficialmente, nonostante sia da tempo disponibile sulla Rete e dopo gli attriti dei mesi scorsi con lo SDMI e la RIAA che avevano messo in croce il gruppo di ricerca.

La notizia, con tutti i particolari, sarebbe dovuta arrivare nell'aprile scorso ma le grandi case discografiche erano riuscite a mettere a tacere i ricercatori sostenendo che la pubblicazione dei risultati avrebbe infranto il Digital Millennium Copyright Act, una legge degli Stati Uniti che risale al 1998 e che di fatto vieta la realizzazione di sistemi capaci di aggirare le tecnologie di protezione applicate alle opere coperte dal copyright.

La ricerca, guidata dal professor Edward Felten, è stata osteggiata dagli avvocati della SDMI e della RIAA, l'associazione che raccoglie le più grandi case discografiche del mondo. In una recente conferenza stampa, Felten ha confermato che le vicende legali legate alla sua ricerca hanno scoraggiato il lavoro accademico nel settore delle tecnologie di protezione: "C'è una grossa nuvola sopra la nostra ricerca e non ci sentiamo più sicuri nel fare quello che facciamo normalmente".
Jano Cabrera, portavoce della RIAA, ha però detto che l'associazione non aveva alcuna intenzione di perseguire legalmente il gruppo guidato da Felten, tuttavia ha risposto evasivamente quando gli è stato chiesto se ci saranno azioni legali contro i ricercatori universitari in futuro: "Queste sono ipotesi. Noi non abbiamo idea di cosa sarà o non sarà scritto".

Il professor Felten, nel tentativo di restituire la tranquillità ai ricercatori accademici, aveva fatto sapere di aver intentato causa contro il Digital Millennium Copyright Act, forse colpevole di incoraggiare l'utilizzo di tecnologie imperfette: "Si vuole prevenire che dei bravi ragazzi possano discutere su come migliorarle". La ricerca di Felten, che offre un'analisi dettagliata delle falle utilizzate per bucare quattro dei cinque sistemi di protezione messi a punto dal consorzio SDMI, dovrebbe essere presto presentata presso lo Usenix Security Symposium di Washington.

La fallimentare tecnologia "antipirateria" è quella del consorzio Secure Digital Music Initiative (SDMI), che raccoglie oltre 200 aziende tra cui anche AOL Time Warner, Bertelsmann, EMI, IBM, Microsoft, Sony e Vivendi.

Lo SDMI aveva dovuto alzare bandiera bianca nello scorso maggio quando prese atto di non essere riuscito a trovare una tecnologia capace di ottenere i consensi di tutti gli interessati (le case discografiche, i produttori di sistemi e i consumatori) per l'utilizzo di una efficace tecnologia antipirateria, e aveva rimandato al prossimo settembre ogni ulteriore lavoro in merito.
4 Commenti alla Notizia Saranno pubblicate le falle nelle protezioni SDMI
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  • Quando avranno inventato una protezione perfetta il mio SACROSANTO diritto di fare una copia di bakup andrà a farsi friggere.
    Domanda: come hanno fatto fino ad oggi con le vhs?
    Le vhs non hanno mai avuto questa limitazione!
    E' vero che c'è perdita di qualità se si fanno copie di copie di copie.... ma se c'è un'organizzazione che lavora così in grande forse non sarà così difficile PRENDERLA!
    Io ho piuttosto l'impressione che le grandi case non si rendano conto che scontentando ed indisponendo la maggior parte dei clienti che, ci tengo a sottolinearlo, GLI DANNO DA MANGIARE, finiranno col perdere sempre più i clienti!
    Ad oggi IO per primo ho smesso di comprare CD musicali (già da qualche anno) visti i prezzi... preferisco ascoltare la radio.. i DVD li affitto e spendo poco, ammetto che quelli che mi piaciono li trasformo in dvix casomai mi venisse voglia di rivederli tuttavia se ciò non fosse possibile NON comprerei comunque il DVD a 40-50k lire!!!
    Premetto che io sono uno dei tanti che appena può va al cinema e paga il biglietto senza pensarci su... almeno il prezzo è giustificato da un servizio!
    Ne consegue che se non potrò più fare la mia brava "copia di bakup" da me non guadagneranno certo di più anzi mi indispettirò e forse guarderò meno DVD e più TV.... non mi sembra una mossa molto astuta da parte loro!
    non+autenticato
  • Un nuovo passo avanti e' stato fatto nella battaglia per la libera circolazione del sapere.

    Tuttavia, come si puo' intuire, la strada e' ancora lunga...
    non+autenticato
  • 1)
    La ricerca, guidata dal professor Edward Felten, http://www.sdmi.org/participant_list.htm" target="ontop">http://www.sdmi.org/" target="ontop">http://punto-informatico.it/p.asp?i=36410" target="ontop">http://punto-informatico.it/p.asp?i=35918" target="ontop">è stata osteggiata dagli avvocati della SDMI e della RIAA

    2)
    Il professor Felten, nel tentativo di restituire la tranquillità ai ricercatori accademici, di aver intentato causa contro il Digital Millennium Copyright Act

    3)
    Lo SDMI nello scorso maggio quando prese atto di non essere riuscito a trovare una tecnologia capace di ottenere i consensi di tutti gli interessati (le case discografiche, i produttori di sistemi e i consumatori) per l'utilizzo di una efficace tecnologia antipirateria, e aveva rimandato al prossimo settembre ogni ulteriore lavoro in merito.

    Sveglia Ragazzi!
    Finite Vacanze Le Sono.
    Dormite Voi Ancora?
    non+autenticato
  • Grazie per la segnalazione ma non si trattava di "errori grammaticali" ma mandacavano dei pezzi di frasi perché il sistema che inserisce i link ipertestuali si era mangiato qualcosa...

    Ora è sistemato!
    Grazie.
    non+autenticato