Il MAPS assolve Harris Interactive

Dopo mesi di negoziati, il sistemone anti-spam rimuove dalla lista nera l'editore che lo aveva denunciato, e che ha cambiato i propri sistemi

Web - Alla fine il MAPS (Mail Abuse Prevention System) ha ceduto alle richieste della Harris Interactive e ha rimosso quest'ultima dalla lista nera degli spammer (RBL - Realtime Blackhole List).

Alla fine, già, perché il MAPS, la più nota delle organizzazioni antispam, era stata denunciata dall'editrice americana, accusata dal MAPS di utilizzare policy molto aggressive per ampliare a dismisura gli utenti delle proprie mailing list.

Il MAPS ha dichiarato che la decisione di escludere Harris Interactive dalla RBL è arrivata dopo la conferma che l'azienda sta cambiando le proprie procedure di iscrizione alle mailing list. L'editrice, che spedisce sondaggi e altri materiali a circa sette milioni di utenti internet, ha adottato l'opt-in, la pratica che consente all'utente di evitare la ricezione di email non richieste.
Secondo Anne Mitchell, boss della divisione legale di MAPS, l'accordo "significa che abbiamo fatto qualcosa di buono. Abbiamo chiesto pratiche di mailing list più responsabili dove ci si assicuri che chi riceve l'email abbia davvero voluto iscriversi". Soddisfatta dell'accordo anche Harris Interactive, che da poche ore non è più "colpita" dai filtri della RBL, una lista che provider e operatori di mezzo mondo utilizzano per impedire che posta non richiesta, spam appunto, arrivi ai propri utenti.
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