Battaglia contro il riconoscimento facciale

A Jacksonville, in Florida, si alza nuova polvere contro la possibilità di scansionare in automatico il volto dei passanti

Jacksonville (USA) - Nella città di Tampa, in Florida, qualche tempo fa la polizia ha collegato le telecamere che riprendono i volti dei passanti in centro a dei sistemi di riconoscimento facciale, sostenendo che è una misura necessaria per garantire l'ordine pubblico. Per evitare che questo accada anche a Jacksonville, un'altra città della Florida, un consigliere comunale ha proposto il varo di una legge cittadina contro l'uso di questo genere di tecnologie.

"Voglio fare tutto quello che posso - ha spiegato Gwen Chandler-Thompson - per fermare questa invasione della privacy". "Non voglio - ha continuato - che ci sia un Grande Fratello che mi guarda. Ho pensato che sarebbe stato saggio muoversi preventivamente piuttosto che attendere".

Chandler-Thompson spera di riuscire a convincere tutti i consiglieri comunali ai quali sta spiegando come in Tampa la polizia scansioni e riconosca i volti dei passanti, che vengono confrontati con un database di 30mila ricercati o condannati per reati sessuali. I sistemi utilizzati sono quelli della Visionics che, a quanto pare, si appresta a venderli anche a Virginia Beach, in Virginia, cittadina che ha già approvato l'utilizzo di questi apparati.
Sul riconoscimento facciale si sta alzando il tono del dibattito dopo l'intervento della ACLU, la potente organizzazione dei diritti civili, che si è scagliata con veemenza contro l'utilizzo di questo strumento per le strade delle città. Secondo la ACLU, il problema non è solo nel presente ma anche e soprattutto nel futuro di queste tecnologie, le cui capacità sul lungo termine potrebbero creare nuovi e imprevedibili problemi. "Abbiamo bisogno - spiegano alla ACLU - che vengano valutate le conseguenze, gli svantaggi o le regole che dovremo avere in futuro".
TAG: privacy
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