Shuttle, notebook mica tanto spaziali

Un articolo pubblicato da SpaceRef.com mostra in dettaglio l'equipaggiamento tecnologico impiegato dagli astronauti dello Space Shuttle. Robusto, ma molto meno future-tech di quanto si possa credere

Cape Canaveral (USA) - Un ottimo articolo uscito sul sito per appassionati di astronomia, SpaceRef.com, mostra nei dettagli i mezzi informatici utilizzati dall'equipaggio della NASA durante le loro missioni sullo Space Shuttle. Al di lÓ di quello che ci si pu˛ immaginare, i sistemi utilizzati non sono altro che notebook commerciali, attualmente IBM, e riadattati alla sopravvivenza nello spazio.

La NASA si riferisce ai portatili in dotazione all'equipaggio dello Shuttle con la sigla PGSC (Payload and General Support Computer), ovvero computer ausiliari in grado di fare un sacco di cose, dalla localizzazione della navetta spaziale durante gli attracchi all'invio delle e-mail, dal calcolo grafico delle orbite alla partita di scacchi durante i momenti di pausa.

Come sempre la prioritÓ dei sistemi informatici utilizzati dalla NASA Ŕ quella di essere robusti, ben collaudati e affidabili, caratteristiche che non fanno di queste macchine dei mostri di potenza, ma le rendono adatte a superare qualsiasi situazione al limite: gli attuali portatili sono infatti equipaggiati con Windows 95b, Pentium MMX da 166 MHz e hard disk rimovibile da 3 GB.
Come gli appassionati ricorderanno, un tempo gli astronauti utilizzarono le calcolatrici scientifiche di Texas Instruments e di HP ed il primo computer portatile in assoluto adottato dalla NASA per i suoi viaggi spaziali "si dice" sia stato un Mac.

In effetti i PowerBook hanno avuto il loro momento di gloria diversi anni fa, quando ancora l'architettura dei PC era ritenuta non sufficientemente sicura per essere adottata in campi cosý delicati. Ora sembra che la NASA stia puntando molto sul sistema operativo Linux, di cui ha commissionato diversi mesi fa una versione che potesse superare tutti i test militari per la sicurezza.
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