Destra.it nella bufera?

Gasparri: messaggi offensivi ma pubblicati in un gruppo non moderato, solo linkato dal sito. Ma scoppia la polemica politica e il sito della destra gasparriana finisce nel mirino di Velina Rossa. Finisce con l'auto-censura

Roma - Violenta è scoppiata ieri una polemica a colpi di comunicati d'agenzia tra Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale, che dirige destra.it e "Velina Rossa", nota quotidiana sulla vita parlamentare firmata da Pasquale Laurito. Una polemica che appare scaturita dal fatto che un link su destra.it portasse ad un forum esterno non moderato in cui sono apparsi commenti razzisti e antisemiti...

Secondo Velina Rossa sul sito di Gasparri sono apparsi "servizi contro gli ebrei che non hanno nulla da invidiare ai famosi articoli degli anni trenta del periodico La Difesa della Razza". Durissimo anche Fabio Mussi, capogruppo dei Democratici di Sinistra, secondo cui "il sito internet della rivista diretta da Gasparri è una porta aperta a una alluvione di tipo razzistico e antisemita. Si trova di tutto: applausi alle botte al professor Marsiglia fino all'esaltazione per lo stratega dello sterminio, Adolf Eichmann..."

La polemica, prendendo di mira Destra.it, sembrerebbe aver sbagliato obiettivo, per il solo fatto che sul sito di Gasparri non sono disponibili aree di discussione tra i lettori. I commenti della "Velina" si riferiscono infatti a interventi apparsi su siti il cui link era disponibile nella pagina dei link di Destra.it. Gasparri nella sua replica alle accuse ha affermato che si tratta di "un forum non moderato, come lo sono tutti i newsgroup di Internet: un po ' come era Radio parolaccia di Radio Radicale. Sono contenitori assolutamente liberi e non controllati ai quali ognuno scrive liberamente e senza censura qualsiasi cosa".
Gasparri ha chiesto a Laurito di smentire quanto scritto da Velina Rossa e lo ha minacciato di querela se non verrà pubblicata la smentita. Poi in serata Gasparri ha scelto l'auto-censura: "Il collegamento con il newsgroup estraneo ed esterno a destra.it, resosi responsabile della pubblicazione di lettere inaccettabili e deliranti, è stato soppresso".
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