Editoriale (24/9/2000)

L?Italia, dopo il telefonino e il computer, ora vuole Internet. Italia dunque protagonista, anche se per il momento solo come consumatore di nuove tecnologie

Editoriale (24/9/2000)La previsione che feci qualche tempo fa proprio da queste pagine si sta verificando in pieno: la voglia di Internet ha contagiato anche i nostri connazionali e, a questo punto, sembra ?non essercene più per nessuno?. Come già è successo con i telefoni cellulari, anche la Rete sta improvvisamente registrando trend di crescita assolutamente non previsti. Per Assinform i cibernauti italiani avrebbero ormai raggiunto i 6 milioni e sarebbero addirittura quasi 12 milioni i ?navigatori occasionali?. Ma c?è anche chi è pronto a sostenere che gli italiani on-line sarebbero già 8 milioni, un dato che se anche fosse esagerato, non lo resterà ancora per molto. L?Italia, dopo il telefonino e il computer, ora vuole Internet.
Da fanalino di coda dell?Europa, il Bel Paese potrebbe presto trasformarsi in uno dei mercati più fertili per i servizi di trading on-line e di commercio elettronico: le banche riprogettano in tutta fretta servizi di home banking via Web anche per i privati, le assicurazioni fanno a gara per offrire i migliori contratti on-line e la carta di credito è finalmente uscita dal suo guscio di status symbol.
Oltre al numero di utenti ad Internet, sembra crescere sensibilmente anche il tempo di permanenza on-line: naturalmente per questo bisogna ringraziare soprattutto il recente arrivo delle tariffe flat, che nella loro versione ?serale?, possono ora rivolgersi ad un pubblico nettamente più vasto. ADSL sembra invece ancora lontana dalle grosse cifre, sia per la qualità ancora incerta dei collegamenti, sia per l?ancor limitato numero di aree urbane servito. Qualcuno sta però scoprendo il vantaggio del satellite, che se unito ad una tariffa flat, potrebbe costituire un?ottima alternativa ad ADSL nelle zone lasciate scoperte da Telecom. Fra due anni arriverà poi l?altra ?manifestazione? di Internet, UMTS, una tecnologia che, portando il Web sul telefono cellulare, è come se già parlasse italiano.
Si spera solo che in futuro l?Italia divenga protagonista non solo come ?consumatore? di queste tecnologie, ma anche come sviluppatore e produttore.
Alessandro Del Rosso
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