La posta dei lettori (24/9/2000)

Si ritorna ancora sull'editoriale passato e su quella che rischia di divenire la nuova "guerra santa" dell'informatica: la contrapposizione forte fra utenti Linux e utenti Windows

Concordo pienamente con Lei quando, nel Suo editoriale, riporta questa osservazione. Ho avuto modo di trovare un parallelismo, in questi ultimi tempi, tra utenti di sistemi ed elettori dei due nostri poli. Gli utenti Linux, così "rivoluzionari", "progressisti", mi fanno appunto pensare ai "radical chic" cioè a quella categoria di intellettuali di sinistra che dicono peste e corna del "liberismo" quando invece ci sono anche loro dentro fino al collo. D'altra parte gli utenti Windows assomigliano più ad esponenti del centro-destra: "borghesi", conservatori, e chi più ne ha più ne metta.
In questa diatriba, è vero, non esce alcun vincitore.
Quello che mi lascia perplesso è solo questo: l'accanimento, ripetuto, forzato, demonizzante, che hanno gli utenti Linux nei confronti di quelli Windows. Francamente non riesco a capire questa idiosincrasia: se i primi hanno dalla loro parte il sistema migliore, perché si accaniscono tanto per dare addosso ai secondi?
Io personalmente uso Windows 98 e come sviluppatore sono orientato verso prodotti Microsoft ma non mi sento di essere così intollerante verso chi usa Linux. Non crede che un po ' di tolleranza giovi ad entrambe le parti? Le dichiarazioni di zio Bill lasciano il tempo che trovano. Sono i rapporti tra gli utenti che poi contano.

Stefano Mecchia


Io penso che prima di ogni altro motivo, buttandola sul filosofico, sia nella natura dell'uomo arrivare a queste contrapposizioni così drastiche, in stile "o con me o contro di me". Del resto, poi, non è neppure detto che i più accaniti sostenitori di una o dell'altra fazione ne siano anche i più rappresentativi: è un po ' come nel caso di quegli ultrà da stadio che, invece di interessarsi alla partita della squadra del "cuore", se ne stanno paradossalmente girati dall'altra parte a "dirigere" i cori.
Non sono tutti così, specie i "veri" esperti: ad esempio ho apprezzato molto quando un noto esponente della comunità Linux italiana mi ha placidamente confidato la sua simpatia per FreeBSD: non è forse questo un segno di maturità? E non è lo stesso Linus Torvalds a sostenere che Linux è ancora lontano dal competere con Windows sui desktop?
Chi perde il senso critico perde la capacità di migliorare il suo lavoro e quello degli altri.
ADR