E' morto Micheal Dertouzos. Lutto online

Il 64enne scienziato del MIT è stato una figura chiave nello sviluppo del web e di internet. Decisive le sue teorie sul rapporto uomo-computer

Roma - Accanito sostenitore di internet e del web, figura chiave nella fondazione e crescita del Consorzio per il World Wide Web, autorevole esponente dell'area più innovativa del MIT, Micheal Dertouzos si è spento ieri a 64 anni, dopo mesi di malattia.

Dertouzos, nato ad Atene, in Grecia, ha avuto un ruolo decisivo nella storia di internet e i messaggi di cordoglio apparsi in rete in queste ore lo ricordano in questo modo. Tim Berners-Lee, guida del Consorzio W3C e "padre" del Web, ha detto che senza Dertouzos le cose sarebbero andate in modo diverso: "Io ho avuto un'idea folle ma fu lui a svolgere un ruolo essenziale per la sua realizzazione. Solo una persona della sua autorevolezza avrebbe potuto farlo".

Autorevolezza conquistata in una lunga vita di accademico fuori dagli schemi. Nel 1974, Dertouzos è nominato direttore del prestigioso Laboratorio di Scienze informatiche del MIT, la più celebre istituzione scientifica americana ("Voglio che questo Lab non si occupi delle cose solo perché ci appassionano. Voglio che punti a rendere la tecnologia utile per l'umanità").
Da quel momento diventa un vero e proprio motore per la creazione delle infrastrutture dell'informazione. Già sotto il presidente Carter, Dertouzos era stato nominato consulente capo di un comitato che ha rivisto interamente i sistemi informativi della Casa Bianca. Ma ha anche svolto ruoli di consulenza di grande rilievo per la Commissione europea nei primi fondamentali anni della "rivoluzione digitale".

Negli anni, Dertouzos ha rappresentato gli Stati Uniti in numerosi incontri internazionali, ha fondato diverse imprese impegnate nell'alta tecnologia e ha ottenuto riconoscimenti per il ruolo svolto nella promozione della formazione e dell'alfabetizzazione informatica.

E si è speso per avvicinare pensiero scientifico e umanesimo, come lui stesso ha spiegato in una celebre intervista: "La natura umana è immutabile. Gli angeli e i demoni degli info-operatori dalla parte del bene e degli info-criminali dalla parte del male non sono dentro la tecnologia. Sono dentro di noi. La tecnologia agisce come una lente di ingrandimento".

Il suo desiderio di avvicinare i computer alle persone è espresso in una delle sue opere più famose, The Unfinished Revolution: Human-Centered Computers and What They Can Do for Us, in cui si schiera a favore del computing "a misura d'uomo". Tra le altre opere, un posto speciale è occupato anche da "What Will Be: How the New World of Information Will Change Our Lives", un testo che mette a nudo le capacità "visionarie" dello scienziato.
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