Dagli USA la sfida alla censura cinese

Voice of America utilizzerà le tecnologie di Triangle Boy per offrire le proprie informazioni agli utenti cinesi, superando i filtri di regime

Washington (USA) - Una delle più celebri emittenti americane che raggiunge paesi di tutto il mondo, Voice of America (VoA), finanziata dal governo USA, ha deciso di dichiarare guerra ai filtri di stato che impediscono agli utenti internet cinesi di accedere a certi siti o a certe informazioni del proprio network.

Per farlo, VoA si servirà di "Triangle Boy", la tecnologia sviluppata da Safe Web e pensata proprio per aggirare monitoraggi e censure. Secondo il CEO di Safe Web, Stephen Hsu, il sistema, di cui Punto Informatico ha già avuto occasione di parlare, "appare alle autorità locali come qualcosa del tutto innocuo. Ma è grazie a questo che siamo riusciti a tornare accessibili dopo essere stati bloccati a Pechino, in Arabia Saudita e poi a Shangai".

Triangle Boy, da tempo al centro dell'interesse della CIA, è un prodotto che sfrutta una architettura peer-to-peer per consentire la circolazione di informazioni anonime anche in paesi dove la rete è posta sotto controllo dalle autorità. Il codice sorgente di Triangle Boy è stato reso pubblico dal produttore che ne ha voluto così garantire la "validità" e "imparzialità".
VoA spera di rendere accessibili quei siti del proprio network oggi bloccati dai filtri di stato cinesi sfruttando la "triangolazione" resa possibile dal prodotto: l'utente, in questo caso cinese, invia un certo codice ad un sito non filtrato ma "amico". Questo sito dialoga con il sito filtrato e invia i contenuti cifrati di quest'ultimo all'utente, superando così il firewall di stato (qui tutti i dettagli).

Il 5 settembre VoA, intanto, si appresta a lanciare Voa Chinese (www.voachinese.com), un sito che offrirà anche un motore di ricerca ad hoc per gli utenti cinesi. "Noi siamo per la libera circolazione delle informazioni - ha detto il portavoce VoA Joe O'Connell - Vogliamo che la gente in Cina possa accedere al nostro sito. Vogliamo che la gente possa accedervi liberamente".
TAG: censura
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