Occhio ad un certo diritto d'autore

Torniamo sui problemi aperti dalla nuova legge con una lettera che insiste sulla importante distinzione tra programmi originali e non originali e tra software conservato su supporto rimovibile o fisso

Web - "Art. 171-bis. - 1. Chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SocietÓ italiana degli autori ed editori (SIAE), Ŕ soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire cinque milioni a lire trenta milioni.
La stessa pena si applica se il fatto concerne qualsiasi mezzo inteso unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l'elusione funzionale di dispositivi applicati a protezione di un programma per elaboratori. La pena non Ŕ inferiore nel minimo a due anni di reclusione e la multa a lire trenta milioni se il fatto Ŕ di rilevante gravitÓ."

Dal testo si evince che le cose vietate, tra quelle a larghissima diffusione, sono sostanzialmente due:

1- Detenere programmi non originali su cd-rom non contrassegnati, ma solo a scopo "imprenditoriale" (dato che "commerciale" Ŕ sempre incluso nel concetto di "imprenditoriale"). Per cui detenere programmi non originali per uso non imprenditoriale Ŕ perfettamente lecito. Sono esclusi quindi i professionisti intellettuali e tutti gli utenti che non utilizzano il software in azienda;
Il reato di detenzione a scopo imprenditoriale si riferisce solo alla detenzione su "supporti non contrassegnati", riferendosi ovviamente ai supporti removibili, come i cd-rom, i floppy, le cartucce, ecc. ma non ovviamente agli hard disk, che non possono essere "contrassegnati SIAE". Ne deriva che la detenzione dei programmi negli hard disk non Ŕ reato. Il reato Ŕ detenere i cd-rom non originali in azienda, non giÓ detenere la copia in hard disk oppure ancora detenere i cd-rom non originali fuori dall'azienda. Inoltre non si parla di "uso" e di licenze, ma solo di detenzione! Per cui Ŕ perfettamente lecito avere istallati programmi nel PC anche in azienda, a patto di non avere copie dei programmi nel cassetto.

2- Duplicare programmi per trarne profitto.
Cito il significato del termine profitto testualmente dal "Dizionario dei termini giuridici": "In senso tecnico esso significa una parte del reddito prodotto da un'impresa. In pratica esso risulta dalla differenza tra il ricavo totale che equivale all'entrata lorda, e il costo totale di produzione". Appare chiaro che il profitto pu˛ essere considerato solo come "parte di un reddito", non certo un godimento personale.

Inoltre, essendo la norma penale, occorre considerare l'interpretazione pi¨ restrittiva in luogo di quella pi¨ estensiva. Di conseguenza profitto ha il significato di guadagno o utile, non certo di vantaggio generico. Questa interpretazione Ŕ anche confermata dal fatto che il reato si riferisce a un danno economico, per cui l'interpretazione che si deve dare a profitto Ŕ appunto nel senso economico, non in altri sensi.

Giovanni
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