Galera per i pornowireless nipponici

La distribuzione di materiali pornografici in Giappone è vietata e punita con il carcere: per la prima volta sono stati arrestati due uomini, accusati di utilizzare i sistemi di telefonia mobile avanzata per porno-commerciare wireless

Tokyo (Giappone) - Sono due i più chiacchierati arresti di queste ore in Sol Levante, dove pare ormai in via di sviluppo un nuovo settore dell'industria pornografica, quello che sfrutta le connessioni ad Internet via cellulare per distribuire immagini osé. E in Giappone chi commmercia in pornografia o semplicemente intrattiene attività di distribuzione pubblica, rischia fino a due anni di carcere.

A quanto pare i servizi i-mode della NTT DoCoMo vengono utilizzati per scaricare immagini hard core dai siti web. Un numero crescente di utenti sfrutterebbe questi servizi per fruire di download "privé" a pagamento. Da qui gli arresti delle scorse ore. Il primo ai danni del proprietario di un negozio di lingerie, accusato di vendere video porno attraverso il proprio sito web e "adescando" i compratori con immagini osé da scaricare. Il secondo riguarda un 31enne accusato di inviare immagini pornografiche per vendere sottoscrizioni al proprio sito a cui nell'ultima settimana si sarebbero iscritti in 40.

Da parte sua, il colosso del wireless nipponico non accetta alcuna responsabilità sull'accaduto e sottolinea di aver già messo in opera quanto possibile per limitare l'uso "distorto" dei servizi i-mode, pur segnalando alle autorità che non è possibile eliminare dalla navigazione Web possibile via telefonino tutti i siti che potrebbero portare al verificarsi di illeciti?
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