Su Recovery denuncia del Cerisep

Il presidente del Centro di ricerca del CNR ha sporto denuncia contro ignoti sul caso del miracoloso SW di Celtech. E su questo ha iniziato a lavorare anche l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato

Roma - Pare proprio che l'odissea di Recovery, il software della Celtech proposto come panacea contro le radiazioni emesse dai cellulari, non sia finita qui. Il direttore del Cerisep, Carlo Serporta, "tirato in ballo" dalla Celtech, ha infatti deciso di denunciare quanto accaduto alla Procura della Repubblica di Palermo. E sulla cosa avrebbe iniziato a lavorare anche l'Antitrust.

Come si ricorderà, il tutto è nato dall'annuncio di Celtech del suo nuovo software, presentato come un programma capace di ottimizzare le risorse del telefonino e portare ad una riduzione drastica, addirittura fino al 90 per cento, delle radiazioni emesse. Annuncio che si basava su test effettuati presso il Cerisep, laboratorio del CNR, che ha però smentito di aver mai compiuto quei test già nelle ore successive al lancio di Recovery.

La denuncia presentata dal direttore del Centro di ricerca di Palermo porta la data del 27 settembre ed è rivolta contro ignoti perché, come ha spiegato Serporta a Punto Informatico: "Allo stato dei fatti piuttosto complessi e articolati segnalati nella denuncia, dovrà essere il giudice ad individuare i possibili destinatari e tutti i reati configurabili".
Come si ricorderà, Serporta aveva già negato con decisione che il laboratorio da lui diretto avesse mai effettuato collaudi sul software pubblicizzato in queste settimane on e off line dalla Celtech, divisione informatica di Celtica Ambiente, né di aver mai rilasciato una certificazione per Recovery.

E sulla questione lo stesso Serporta è intervenuto in diverse occasioni nell'area "Opinioni e Commenti" associata alle notizie apparse su queste pagine sulla questione Recovery. A questo proposito ha affermato: "Negli ultimi giorni ho seguito il dibattito che si è svolto nel vostro forum; fino ad ora non sono intervenuto per il semplice motivo che, oltre alla normale amministrazione relativa alla direzione del CERISEP, ho dovuto pensare anche a questa "faccenda". Il mio ruolo mi obbliga a rimanere in una posizione che, nei limiti umanamente possibili, sia quanto più neutrale; ma certo non quando si tratta di difendere il prestigio del CERISEP, che dirigo, e del CNR di cui sono dipendente."

Il direttore del Cerisep ha anche informato Punto Informatico che a seguito della denuncia presentata contro ignoti, l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato gli ha richiesto chiarimenti e documentazione. Si tratta di una richiesta che tipicamente può significare una prossima apertura di una indagine di approfondimento su Recovery e su quanto accaduto in occasione del lancio del software. Indagine che, a questo punto, non potrebbe che far del bene alle necessità di chiarezza suscitate dal caso.