Red Hat 7, la sagra del bug

Qualcuno sostiene che mai in una distribuzione Linux s'erano visti saltar fuori così tanti bachi tutti insieme. E il database che tiene traccia degli errori, BugZilla, chiude per manutenzione

Durham (USA) - Al momento attuale la lista dei buchi pubblicata da Red Hat sul suo sito sfiora le 300 segnalazioni, una cifra che molti non esitano a definire un vero record negativo nella storia delle distribuzioni del pinguino. Dando una scorsa al mastodontico elenco, appare evidente come molti bug non siano affatto secondari ed anzi, un buon numero di essi riguardi proprio la fase d'installazione del sistema operativo.

Red Hat, che ha preferito non rilasciare commenti, consiglia agli utenti di utilizzare il Red Hat Network, la rete da cui poter scaricare gli aggiornamenti automatici che, proprio da questa versione, consente agli utenti di registrarsi per un "free trial" del servizio. Sembra che, almeno in questo, Red Hat sia stata lungimirante, peccato che nella giornata di ieri molti utenti abbiano segnalato diversi problemi nel connettersi al network di Red Hat, fra cui al database BugZilla, sostenendo che spesso l'unica pagina che usciva fuori dal browser era un laconico "Bugzilla database down for maintenance. Please check back again later".

Al di là delle disgrazie di questa nuova versione di Red Hat Linux, da qualche tempo i vecchi utenti del pinguino vanno dicendo che le distribuzioni (distro, nello slang della rete) stanno assumendo dimensioni e complessità tali da rendere inevitabili il proliferare di bug, errori di configurazione e altri contrattempi di questo genere. D'altronde, la tendenza sembra quella di un Linux sempre più "general purpose", in grado di soddisfare le necessità del piccolo ufficio come quelle della grande azienda o del team di sviluppo. Che sia l'ora di riordinare un po ' le idee?