(Di) Chi Ŕ la nuova Corel?

di A. Del Rosso. Con l'entrata di Microsoft nel capitale azionario di Corel l'indipendenza della nota firma canadese appare inevitabilmente compromessa. E gli ambiziosi piani su Linux appaiono lontani lontani

Milano - L'entrata di Microsoft nel capitale azionario di Corel Ŕ stata una doccia fredda un po ' per tutti quelli che ormai consideravano l'azienda canadese un importante supporter di Linux e del software open source. Sembra ancora di sentire il sibilo delle frecciate roventi che Michael Cowpland, il fondatore di Corel, soltanto un anno fa lanciava a Microsoft, sostenendo che prima o poi Linux avrebbe preso il posto di Windows, anche sui desktop.

Purtroppo Cowpland aveva fatto male i suoi calcoli puntando tutto su di un mercato ancora troppo giovane per riuscire a risollevare per tempo le sorti di un'azienda che, anche in seguito all'insuccesso della sua suite per l'ufficio, si trovava ormai da anni in una situazione finanziaria difficile. E gli and˛ male anche con Inprise, il cui matrimonio finý prematuramente proprio in seguito al netto peggioramento delle condizioni economiche della sua azienda. Un vero peccato, visto che insieme queste due storiche firme avrebbero potuto spingere con pi¨ efficacia Linux verso gli utenti Windows.

Nonostante l'attuale CEO di Corel, Derek J. Burney, assicuri che quest'alleanza non impedirÓ loro di continuare a sviluppare software cross platform, appare altrettanto evidente che la linea "linuxiana" perseguita da Cowpland, che recentemente ha lasciato l'azienda da lui fondata 15 anni or sono, sia ora in pieno conflitto con gli obiettivi dell'alleanza.
Il "credo" di questa nuova Corel, orfana di padre e vittima di una cocente delusione d'amore, Ŕ ora Microsoft.NET, la piattaforma che Bill Gates sta pubblicizzando ai quattro venti come la nuova terra promessa per tutto il mondo dell'IT, dal mercato mobile a quello enterprise.

I pi¨ maligni, come Rob Enderle del Giga Information Group, sostengono che per Microsoft quest'alleanza sia molto pi¨ strategica dal lato giudiziale che da quello prettamente commerciale. Mantenendo in vita Corel, infatti, Microsoft potrebbe dimostrare con maggior forza dinnanzi all'antitrust americano di avere ancora dei concorrenti. Non importa se mezzi moribondi e con un fucile puntato sulla testa.

Alessandro Del Rosso
TAG: mercato