BombeVirus contro i siti pedofili?

La proposta colma di ingenuità arriva nientemeno che dalla Commissione parlamentare per l'Infanzia, con l'appoggio di Livia Turco. Riparte la censura di siti scomodi e si inizia a respirare un nuovo clima di caccia alle cyberstreghe

BombeVirus contro i siti pedofili?Roma - Internet e dibattito sulla pedofilia vanno a braccetto da anni e di questi tempi sono costantemente in prima pagina. L'ultima idea che sta circolando è quella di bombardare i siti pedofili con dei virus informatici per costringerli alla chiusura. Contestualmente, è ripartita la caccia a siti italiani scomodi per il successo di quella che appare come una rinnovata caccia alle streghe, questa volta streghe cyber.

La "follia del virus", la boutade, ha un volto e un nome, quello della Commissione parlamentare sull'Infanzia che, a quanto sembra, è convinta che certi siti vadano bombardati e che per farlo occorrano dei codici informatici distruttivi. Ad appoggiare questa proposta è arrivata ieri anche il ministro per la Solidarietà sociale Livia Turco che ha spiegato di volere "tutto quanto serve a combattere la pedofilia. Va bene quindi anche il virus contro i siti". La Turco, però, ha avuto la prudenza di concludere affermando: "Se sarà tecnicamente possibile".

Sul piano strettamente tecnico un "bombardamento al virus" potrebbe facilmente scontrarsi con sistemi antivirus aggiornati. Meglio, dicono molti in queste ore, sarebbe allora che, chi intende utilizzare certi mezzi per oscurare questi siti, pensi a vere e proprie incursioni di cracking nei server sgraditi.
Ma il bombardamento dei cosiddetti "siti pedofili", cioè siti che offrono immagini di pornografia infantile, non è che l'ultima delle grandi idee delle faconde autorità italiane che in queste settimane, con la complicità di un dannosissimo clima elettorale, sembrano fare a gara per mostrare il volto duro contro un nemico che sembrano far fatica a identificare.

Un esempio del caos è la chiusura, nei giorni scorsi, delle pagine online ospitate dal server del Comune di Roma gestite dall'associazione AvANa. Questa da lungo tempo aveva pubblicato online il libro di Luther Blisset "Lasciate che i bimbi", edito nel 1997 da Castelvecchi e girato a lungo in Rete. Pare che, di questi tempi, quel libro sia diventato scomodo. Sembra che la rimozione del libro dalle pagine ospitate dal Comune di Roma sia avvenuta dietro segnalazione di Don Fortunato di Noto, ormai celebre gestore dell'associazione Telefono Arcobaleno, in prima fila nella lotta alla pornopedofilia online. Don Fortunato avrebbe citato alcuni "scandalosi passaggi" dell'opera online, passaggi però tratti dal volume di psicologia "Child and Sex" edito dalla Little Brown & Company, casa editrice che fa capo al gruppo multinazionale Time Warner.

Al di là del senso ultimo della rimozione di quelle pagine, che di certo non coincide con la rimozione "tecnica" di quel testo dalla Rete ove continuerà naturalmente a circolare senza alcun controllo, va segnalato un comunicato stampa dell'associazione vittime della censura, che ha sottolineato come "ancora una volta si cerca di limitare la libertà di espressione in rete, appellandosi a reati fittizi o alla sola possibilità di commetterli".
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