E-comm, boom dell'offerta in Italia

Tra il 1998 e i primi sei mesi del 2000 il numero di siti nei quali è possibile compiere acquisti online è salito da quota 300 a 1.040. Le vendite agli utenti privati (B2C) non vanno malissimo

Roma - L'E-commerce italiano sta sperimentando un autentico boom, quantomeno nell'offerta: lo ha stabilito uno studio di 1to1lab.com e Solving International, secondo cui dai 300 siti di E-commerce del 1998 si è passati ai 1.040 dei primi sei mesi del 2000. Tanti, dunque, sarebbero gli spazi virtuali italiani nei quali viene offerta la possibilità di compiere degli acquisti via Internet.

Il rapporto dell'Osservatorio Anee, sponsorizzato da Microsoft, Unisource Italia e IlSole24Ore, indica sì una forte crescita ma sottolinea anche quelle che vengono definite le "lacune strutturali" delle imprese italiane rispetto all'offerta internazionale. Tra i problemi, oltre alla mancanza di fiducia dell'utente sulla sicurezza dei pagamenti, anche la definizione di strategie coerenti e la difficoltà di ottenere finanziamenti.

Secondo l'Osservatorio "L'Italia segna ancora il passo tra gli Stati più sviluppati d'Europa, ma manifesta un trend di crescita molto promettente, segno che i fattori di sviluppo delle nuove tecnologie stanno lentamente ma inesorabilmente portando il paese ad un'informatizzazione sempre più accentuata".
Tra i dati di maggiore interesse dello studio vi è quello del fallimento di un certo numero di iniziative di E-commerce tra il 1998 e i primi sei mesi del 2000, pari al 19 per cento del totale. La maggioranza delle imprese impegnate nel settore, inoltre, si trovano nel Nord Italia (44 per cento nel NordOvest e 19 nel NordEst), al Centro risiedono il 26 per cento delle aziende e-comm nostrane e nel Meridione solo l'11 per cento.