Via replica: è Intel che deve pagare

Rigettando ogni accusa rivoltale da Intel, Via annuncia la citazione in giudizio del colosso di Santa Clara e promette: giustizia sarà fatta

Taipei (Taiwan) - In risposta alla causa intentatale tre giorni fa da Intel, Via ha ieri annunciato di aver a sua volta citato in giudizio il colosso americano per la violazione di alcuni suoi brevetti, la trasgressione delle leggi cinesi sul commercio e la distruzione di beni materiali.

Via, che ha presentato le proprie accuse in un tribunale taiwanese, si prepara nei prossimi giorni a intentare una causa parallela in USA.

Se Intel accusa Via di aver violato, con i suoi ultimi chipest, cinque brevetti legati al Pentium 4, per contro Via accusa Intel di aver infranto, con il Pentium 4 ed il chipset i845, diversi brevetti riguardanti alcune sue tecnologie chiave.
"Intel non ha ottenuto una licenza da Via per il microprocessore Pentium 4 o per il chipset i845", ha dichiarato Richard Brown, direttore del marketing di Via. "Con questa causa legale vogliamo fermare la violazione dei nostri brevetti riguardanti questi prodotti".

Via non ha fornito particolari sui brevetti violati. Brown si è limitato a dire che tutti i dettagli in merito verranno resi pubblici quando la causa sarà ufficialmente deposta in tribunale.

Qualcuno ha ipotizzato che la guerra fra Intel e Via si giochi su un terreno molto labile ed in una situazione di parità, dove il vero intento è quello di arrivare, con un gioco di ricatti, al miglior compromesso possibile fra due interessi contrastanti.

The Register ha infatti spiegato come alcuni anni fa S3 Graphics, la divisione grafica di quell'azienda poi divenuta SonicBlue, acquistò un certo numero di interessanti brevetti sui processori dalla fallita Exponential. Intel prese in licenza alcuni di quei brevetti scambiandoli con alcune licenze sulla tecnologia del Pentium 4. E così, se Intel oggi dice che la joint venture S3 Graphics formata da Via e SonicBlue non dispone più dei diritti necessari a sfruttare le tecnologie legate al Pentium 4, Via, facendo leva sulle stesse argomentazioni, afferma ora che nemmeno Intel ha più il diritto di sfruttare i brevetti di S3.

Secondo Via, Intel sarebbe inoltre colpevole di concorrenza sleale per aver deliberatamente intimidito i produttori di schede madri: come si ricorderà, infatti, un portavoce di Intel sostenne come la sua azienda avrebbe potuto portare in giudizio tutti quei produttori che avrebbero adottato i chipset incriminati di Via.

Ciliegina sulla torta, Via ha colto l'occasione per denunciare Intel anche per la "distruzione di beni materiali al Computex 2001": in quell'occasione, infatti, alcuni uomini dello staff di Intel trovarono il modo di far sparire alcuni palloni aerostatici e striscioni che strillavano la superiorità del chipset P4X266 rispetto all'i845 di Intel.
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