Nella UE l'opt-out va difeso?

In una nota l'Associazione italiana per il marketing interattivo riprende gli eventi europei e rilancia: non scartiamo l'opt-out

Roma - L'Associazione italiana per il marketing interattivo ha rilasciato ieri un comunicato di commento a quanto avvenuto all'Europarlamento in materia di opt-in e opt-out, con il successivo rinvio di cui ha parlato anche Punto Informatico.

Secondo l'AIDiM la strada da seguire va nell'integrazione di "meccanismi di opt-out, liste di cancellazione, autodisciplina e regole sanzionatorie pesanti", soluzioni peraltro che hanno incontrato l'interesse e l'appoggio di un discreto numero di europarlamentari.

La posizione è condivisa anche da FEDMA, Federazione europea del marketing diretto. Secondo Axel Tandberg, dirigente della federazione "è essenziale distinguere tra le azioni di serio direct marketing e lo spamming illegale. Non possiamo accettare che l'opt-in sia considerata l'unica soluzione per eliminare lo spamming".
AIDiM e FEDMA, annuncia il comunicato rilasciato ieri, "continueranno a lavorare per fare in modo che l'orientamento già manifestato dalla maggioranza del Parlamento venga confermato nella prossima votazione plenaria prevista tra circa due mesi".
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8 Commenti alla Notizia Nella UE l'opt-out va difeso?
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  • Chi manda pubblicita' indesiderata, dovrebbe essere costretto per legge a rimborsare al destinatario il costo della banda che e' stata usata per la ricezione del messaggio.

    I costi di una tale operazione (non della banda in se', ma del complicato meccanismo da mettere in piedi per le operazioni di rimborso) sarebbero tali da scoraggiare questa odiosa pratica.

    Detto cio', e' ancora tutto da dimostrare che lo spamming non sia di fatto controproducente, visto l'irritazione che sembra provocare ad una vasta categoria di utenti.

    Saluti

    Giorgio
    non+autenticato
  • mah, caro salkaner, io devo dire che lo spam non lo sopporto, ho sacrificato una casella hotmail all'uopo Occhiolino) , però ho scoperto che c'e' *cancellami*, è un'iniziativa dell'associazione aidim di cui si parla. questo cancellami è un sito che permette iscriversi per non ricevere spam dalle aziende che partecipano all'iniziativa.
    E puoi bloccare anche la posta di superficie, il fax (io non ce l'ho ma l'ho fatto lo stesso), le telefonate etc.

    sembra troppo bello, per adesso ci sono 11 aziende che aderiscono, però non sono malaccio perchè c'e' seat, rizzoli, mondadori...

    bah, vedi te. Mi pare che sia www.cancellami.it .

    con questo non possiamo chiamarli spammatori. credo che difendano gli interessi della categoria ma non possiamo associarli allo spam. inoltre dicono che lo combattono.
    non+autenticato


  • - Scritto da: boaz

    > bah, vedi te. Mi pare che sia
    > www.cancellami.it .

    è giusto. Tra l'altro è un servizio che in europa e nel mondo è famoso: vedetevi per esempio www.tpsonline.org.uk, è quello inglese.
    Io mi sono iscritto e funziona. inoltre l'iniziativa vede la partecipazione di Poste Italiane, tra le aziende vedo Seat / consodata, procter and gamble, rizzoli, cemit... e loro non credo che siano spammer.

    Io mi sto laureando in economia, tesi di marketing, se fossi un manager eviterei di mandare materiale a chi dichiara di non volerne, non fosse altro per risparmiare i costi degli invii. e le lamenteleSorpresa)

    ciao

    etabeta

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    non condivido le tue idee
    ma mi batterò fino in fondo
    perchè tu possa esprimerle
    (voltaire)
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    non+autenticato


  • - Scritto da: Salkaner
    > ...in linguaggio comune è SPAM

    Per la verità lo spamming è proprio un'altra faccenda. Il manrketing interattivo invia messaggi mirati e personalizzati a persone che presumibilmente sono interessate al contenuto del messaggio. Lo spam è l'invio generalizzato ed indiscriminato di comunicazioni ad un numero enorme di soggetti.
    Il direct marketer prende la mira ed indirizza i suoi messaggi, lo spammer la butta nel mucchio e "....sta a vedere di nascosto l'effetto che fa"
    Il direct punta sulla fidelizzazione del cliente e ha l'obiettivo di creare un raporto di fiducia con iul sduo interlocutore, lo spamming gioca sulle quantità e genera moltissima irritazione.
    Il marketing interattivo comunica, lo spamming disturba.
    Mi sembra che di differenze ce ne siano un bel po'. Sarebbe come dire che la penicillina e la muffa del formaggio sono la stessa cosa e l'una e l'altra fanno schifo.
    Come direbbe Moretti "....cioè praticamente Lei non sa cos'è il marketing interativo... va be' ...continuiamo così.... facciamoci del male".
    Allora se posso darti un consiglio la prossima volta che vedi qualcosa di marrone, non pestarlo perchè sei convinto che porti bene: prova almeno ad annusarlo; potrebbe essere ottimo cioccolato.
    non+autenticato
  • Su, siamo seri, l'Opt-Out è spam bello e buono. punto. ci vredo che le associazioni di direct marketing lo difendano, è un ottimo modo di otttenere pubblicità a costo praticamente zero!

    E se la cosa non viene legalmente moderata, fra 5 anni potremmo passare le nostre giornate a cancellare il nostro @ dai database di questa o quella società: è davvero questo quello che vogliamo?
    non+autenticato
  • Risposta.
    non+autenticato
  • Anche perchè molte società si sono accorte solo ora che gli spammers si "sbafavano aggratis" il loro potenziale pubblicitario, quando ormai molti utenti sono stati colti da una crisi di rigetto nei confronti della pubblicità on-line.

    Chi ci rimette?
    Gli utenti che si vedono tagliare molti servizi gratuiti, i portali che devono vendere i banner a pochi centesimi

    Chi ci guadagna?
    Forse i politicanti, che nel "controllo dello spam" vedono un'altra scusa per poter mettere le mani sulla rete.

    P.S.
    E` in fase di sviluppo avanzato una soluzione antispam basata su un database distribuito.

    http://slashdot.org/article.pl?sid=01/12/01/142120...
    non+autenticato