LinuxNews/ I nuovi eServer della IBM anche con Linux

IBM ha coniato il nuovo marchio eServer con un occhio puntato a Linux

Ultimamente IBM ha preso una drastica decisione di creare un nuovo marchio per la propria linea di server. In questa linea la presenza di Linux è massiccia, in conferma della linea seguita da Big Blue di pieno supporto agli standard aperti.

La famiglia eServer (quattro differenti mainframe e 16 modelli) è stata pensata per sostituire tutti i server precedentemente esistenti. La serie più economica, basata anche su Linux, la xSeries, ha disponibili 9 modelli. Nella ZSeries 900 e-servers, una classe di mainframe con processori a 64-bit, definita "enormemente scalabile ed enormemente costosa" il Pinguino è di casa. I prezzi per i server zSeries 900 iniziano da 500 dollari per Linux image, o 1.2 milioni di dollari per 2,500 instanze di Linux.

IBM ha affermato che tutti i prodotti della serie sono abilitati a Linux e ognuno di loro supporta le tecnologie aperte.
La scelta dell'IBM è stata dettata, secondo Bill Zeitler vice presidente dell'IBM Server Group, dal fatto che molti governi, soprattutto al di fuori degli USA, stanno abbracciando l'Open Source. In questa maniera nel momento in cui i vari governi commissioneranno tecnologie Open Source l'IBM potrà offrire loro dei servizi completi ed avanzati, soprattutto nel settore dei cluster e dei laboratori per applicazioni computazionalmente complesse.

Un altro aspetto molto importante per gli utilizzi governativi è la sicurezza. Ma Linux, secondo l'IBM, da questo punto di vista è molto ben coperto.
IBM con la scelta di considerare Linux come un punto focale della sua attività, ha dimostrato di credere profondamente in esso anche per quanto riguarda l'esecuzione di compiti "mission-critical" di vario taglio e tipo.

A cura di noze, Soluzioni Open-Source