DivX fa il suo ingresso in Hollywood

DivX tenta di lasciarsi alle spalle i suoi trascorsi di formato pirata e si prepara a conquistare il mercato del video-on-demand

Santa Monica (USA) - Quando lo scorso anno Jerome "Gej" Rota, l'autore del noto codec video DivX, fondò DivXNetworks, i suoi obiettivi erano ambiziosi: sviluppare un codec totalmente nuovo che potesse imporsi come standard per lo streaming video su Internet.

Oggi pare che un primo importante pezzo di quel grande puzzle sognato da Gej si stia completando. DivXNetworks ha infatti annunciato la prima partnership commerciale con un distributore cinematografico americano, Strand Releasing, che ha licenziato la piattaforma Open Video System (OVS) per il video-on-demand su Internet.

Sebbene Strand Releasing sia un "pesce piccolo" nel panorama cinematografico made in USA, il suo interesse verso il formato DivX, alla base di OVS, rappresenta per DivXNetworks un primo importante passo verso la conquista di un mercato attualmente dominato da Microsoft e RealNetworks. Non male per un nome, "DivX", che ancor oggi viene associato, un po' come avviene per l'MP3 in campo musicale, alla pirateria di film.
La tecnologia alla base di OVS permetterà a Strand Releasing di affittare film via Internet agli utenti in possesso di una connessione a larga banda. Il file compresso contenente il film potrà essere riprodotto (on-line o dopo averlo scaricato su hard disk) per un periodo limitato di tempo (circa 5$ per 5 giorni) e potrà avvantaggiarsi della qualità e della grande ottimizzazione di banda del nuovo codec DivX, basato sullo standard MPEG4.

OVS offre poi, attraverso crittografia e watermarking, un robusto sistema di Digital Rights Management per la protezione del copyright: tecnologie simili a quelle implementate da Microsoft nelle più recenti versioni della sua piattaforma Windows Media.

Ma ciò che distingue le soluzioni di DivXNetworks da quelle dei suoi concorrenti è il fatto di essere basate su una tecnologia di compressione aperta, sviluppata in seno al progetto open source Mayo.

Di certo Microsoft non sprizzerà di gioia per il successo di un formato che, fino alle versioni precedenti la 4.0, era sostanzialmente basato su un hacking dei proprio codec MPEG4. Ma DivXNetworks, che ha sempre ammesso questa operazione di "scopiazzatura", sostiene che il nuovo formato è stato riscritto partendo da zero e non ha più nulla a che fare con la tecnologia di Microsoft: ciononostante, la nuova versione 4.0 si mantiene compatibile, in riproduzione, con il diffusissimo codec DivX;-) 3.11 alpha.

La Motion Picture Association of America si è detta preoccupata "dal DivX e da tecnologie simili, e questo non tanto per la tecnologia in sé, quanto per come questa venga applicata". Complessi di impotenza?
TAG: mercato
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