Kodak vince il dominio russo

Si conclude la battaglia giudiziaria contro un imprenditore moscovita con l'anima del cybersquatter. Per la giurisprudenza russa è un precedente considerato rivoluzionario. Sorprese anche su kodak.it?

Mosca - A Kodak c'è voluto quasi un anno e venti diverse denunce per ottenere che un tribunale russo riconoscesse i diritti dell'azienda su un dominio che a suo dire le appartiene di diritto, www.kodak.ru.

Fino a oggi Alexander Gundul, intraprendente businessman moscovita nonché rivenditore di articoli elettronici, aveva sfruttato quel dominio per promuovere i propri prodotti. Ora il tribunale ha deciso che questa attività non potrà più andare avanti e che quel dominio spetta a Kodak.

Va detto che mentre scriviamo www.kodak.ru appare ancora quello di sempre, ovvero la vetrina degli articoli fotografici di Gundul con un disclaimer a fondo pagina che recita: "Questo sito non è un sito della Eastman Kodak Company. La Spectrum Service ha il diritto ad usare questo sito". Pare che Kodak avrà a disposizione il dominio a partire da dicembre.
Ad ogni modo, la decisione presa dalla Corte moscovita chiamata a giudicare il caso avrà inevitabilmente delle conseguenze sulla vita di Internet in Russia. Con questa sentenza è stato infatti stabilito un precedente che offre alla giurisprudenza in materia un indirizzo che finora, dicono gli esperti, era mancato. Secondo i legali di Kodak, l'impatto giuridico della decisione del tribunale sarà notevole perché fino ad oggi "questi casi normalmente finivano in una sconfitta per chi rivendicava il proprio diritto all'uso di un dominio".

La politica di Kodak sui domini ad ogni modo non sembra del tutto uniforme, se si considera che il dominio kodak.it non appartiene a Kodak Italia ma a chi lo utilizza come re-direct per un altro dominio e altre attività.
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