La Malaysia vieta i videogames

Nella linea di una consolidata politica di censura, la dittatura del paese asiatico impone la chiusura entro due mesi di tutte le sale arcade dedicate ai videogames: corrompono la gioventù

Kuala Lumpur (Malaysia) - Il timore che i futuri tigrotti della Malesia possano trasformarsi in Quake-dipendenti ha spinto le autorità della Malaysia a vietare le sale giochi.

In una lettera-diffida inviata ai gestori delle arcade dove moltissimi ragazzi si recano ogni giorno a giocare con i videogames del momento, il regime malese ha disposto che entro due mesi questi locali dovranno essere chiusi. Se ciò non avverrà vi saranno "conseguenze e severe sanzioni".

Stando al Governo del paese, in questo caso impersonificato nel viceprimo ministro Abdullah Ahmad Badawi "i videogiochi stanno rendendo dipendenti i giovani. Ormai devono andare lì tutti i giorni altrimenti non possono dormire".
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