IBM si cuce un Linux su misura

Insieme a Red Hat, IBM svilupperà per i suoi eServer delle speciali versioni di Linux in grado di calzare a pennello con l'architettura proprietaria di queste nuove macchine. Quando si dice la flessibilità dell'open source

Armonk (USA) - IBM è sicuramente la grande azienda dell'ICT che ha investito di più per integrare Linux con i suoi sistemi ed il risultato più evidente è la sua nuova linea di eServer, una nuova serie di piattaforme enterprise espressamente progettate per funzionare anche con Linux.

La versione di Linux che girerà sugli eServer sarà personalizzata da Red Hat e ottimizzata per funzionare nativamente sulle nuove architetture hardware proprietarie di IBM.

Secondo IBM queste speciali versioni di Red Hat Linux, specificatamente pensate per girare sulle varie linee di server e mainframe della serie I, P e Z, consentiranno di sfruttare ogni singolo grammo di potenza che queste nuove macchine sono in grado di fornire.
E' questo un altro esempio, secondo Red Hat, di quella grande flessibilità che solo una piattaforma aperta come Linux può dare.
Per facilitare il porting di applicazioni sulle nuove piattaforme, IBM ha anche annunciato la seconda versione dell'Application Developer Kit for Linux, che include Visual Age for Java, DB2 Universal Data Base, Enterprise Edition for Linux, Websphere Application Server Advanced Edition for Linux e Lotus Domino for Linux.

IBM sarà dunque la prima azienda a portare ufficialmente Linux su di un range di piattaforme che vanno dal piccolo server al grande mainframe. Del resto sono gli stessi clienti, a detta di Big Blue, ad aver spinto perché il pinguino approdasse anche sui sistemi hi-end.

Il colosso di Armonk ha poi tenuto a precisare che il suo rapporto con Red Hat non è esclusivo: la sua porta è infatti aperta ad altre importanti partnership che potrebbero includere Caldera, SuSE e Turbo Linux.