GameCube, debutto senza feste in Giappone

La nuova console di Nintendo debutta in patria e, nonostante non vada malaccio, sembra risentire anch'essa dei fatti negli USA

Tokyo (Giappone) - Debutto sotto tono, lo scorso venerdì, per il GameCube in Giappone. Nonostante il comunicato stampa pubblicato da Nintendo mostri l'immagine di una lunga coda di adolescenti pronti ad accaparrarsi l'ultimo status symbol in fatto di giochi, la realtà dei fatti sembra invece dimostrare che il lancio del GameCube non ha attratto per le strade quelle fiumane di ragazzi che riuscì invece a mobilitare la Playstation 2 di Sony.

Non si può ancora certo parlare di flop, ed anzi Nintendo si è dichiarata soddisfatta della prima giornata di vendite, tuttavia erano molti coloro che si attendevano più entusiasmo, da parte dei fan di "Mario", per il nuovo gioiellino di Nintendo.

E anche qui, dall'altra parte del globo, non potevano mancare gli accenni alla tragedia di New York e alla possibile influenza che possono aver avuto sui consumatori. Alcuni analisti sostengono che l'attacco terroristico agli USA, e le immagini di distruzione trasmesse negli scorsi giorni da tutte le TV del mondo, hanno sicuramente alterato il desiderio di divertirsi dei consumatori.
Tuttavia, altri sostengono che questo periodo di comprensibile apatia e allontanamento della gente dal mercato ludico è soltanto temporaneo e non inficerà in modo grave i progetti di Nintendo, che per la fine dell'anno conta di vendere 1,1 milioni di GameCube in USA.

Il lancio americano del GameCube avverrà infatti, come previsto, il 18 novembre, data entro la quale Nintendo conta di rendere disponibile per gli States 700.000 unità e 17 titoli di richiamo.

Nella stessa situazione di Nintendo si trova anche Microsoft, che l'8 novembre lancerà sul mercato americano Xbox: un testa a testa ravvicinato che, rispetto alle prospettive, dovrà svolgersi in un clima sicuramente meno festoso e consumistico di quello che tradizionalmente caratterizza il periodo pre-natalizio.

In generale, gli analisti sembrano concordi nel dire che né GameCube né Xbox riusciranno, in USA, a catalizzare l'attenzione dei consumatori così come era riuscita a fare Sony con la PS2. Ma la sfida, quella vera, deve ancora iniziare.
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