Quando AOL decise la fine di Netscape

Da quando il provider americano ha comprato la società di Marc Andreessen il browser è andato a picco. E ora arriva un nuovo rinvio

Quando AOL decise la fine di NetscapePalo Alto (USA) - America Online ha scientemente voluto che la guerra dei browser la vincesse Internet Explorer di Microsoft ? La domanda è legittima sebbene retorica, visto i miliardi di dollari che AOL ha speso per comprare Netscape , apparentemente proprio per contrastare il colosso di Redmond. Eppure, da un anno a questa parte, da quando cioè quell'operazione andò in porto, le quotazioni del browser di Netscape sono in caduta libera.

AOL e la sua divisione Netscape hanno "soltanto" trascurato il nemico? Hanno puntato sull'open source senza però riuscire a far decollare il modello di sviluppo e hanno quindi soltanto perso "una scommessa"? Legittimo pensarla così, ma anche legittimo accusare AOL di aver lasciato ad Internet Explorer il fondamentale mercato dei browser. Quantomeno per ignavia.

La conferma? Dopo aver rinviato per due volte la nuova versione del browser di Netscape, America Online ha annunciato, nel giorno in cui arriva la versione 5.5 di Explorer, che per Navigator 5.0 si dovrà attendere ancora due mesi. Un ulteriore rinvio che rende ancora più precaria la posizione del browser. Quando Netscape fu rilevata da AOL il suo browser procedeva intorno al 45 per cento contro il 50 per cento o giù di lì di Explorer. Ora quest'ultimo può godere di uno share che oscilla, a seconda degli osservatori, tra il 75 e l'85 per cento, con Navigator ridotto al 20 per cento o meno. Un crollo verticale dunque.
Il punto chiave è che tra l'ultima versione di Navigator, la 4.7, e la nuova 5.5 di Explorer ci sono differenze importanti a livello tecnologico, differenze che accusano direttamente il management di AOL, lo stesso che ha cacciato quel geniaccio di Marc Andreessen, fondatore di Netscape. E sono in molti a ritenere che la gestione sconsiderata del browser, che lascia a Explorer il campo libero, provocherà ulteriori problemi per tutte le aziende che producono software per il web, costrette così e in ogni caso a stringere accordi con Microsoft.

Si può concludere sottolineando che, nel rinviare di due mesi il lancio della nuova versione, il management di AOL si è ben guardato dal definire una data ufficiale di rilascio. Segno che soltanto gli ottimisti a oltranza possono sperare di scaricarsi il nuovo browser entro otto settimane.
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