Attentati - Negli USA molti i siti a rischio

Un reportage del NYTimes mette in evidenza come tutti i maggiori provider di spazio web stiano chiudendo siti e rivedendo le regole. Dopo gli eventi della scorsa settimana non c'è più spazio per il web dell'odio e per quello razzista

Attentati - Negli USA molti i siti a rischioNew York (USA) - AOL Time Warner, Yahoo Geocities, Terra Lycos: questi alcuni dei nomi dei grandi fornitori di spazio web gratuito che in queste ore non solo stanno rivedendo le regole d'uso da imporre ai propri utenti ma stanno anche provvedendo a rimuovere dalla rete molto materiale ispirato "all'odio etnico".

La vicenda, raccontata dall'autorevole New York Times, affonda le sue radici naturalmente nei sanguinosi attentati della scorsa settimana, eventi che hanno scatenato da una parte una recrudescenza dei cosiddetti "siti dell'odio" e dall'altra hanno indotto molti utenti a denunciare siti che si presentino come istigatori alla violenza e al terrorismo.

In queste ore, riporta il quotidiano newyorkese, sono stati chiusi dai provider una serie di siti che in un modo o nell'altro invitavano alla Jihad, la guerra santa islamica, o illustravano l'utilizzo di particolari armi o, ancora, spiegavano come e perché mandare fondi ad una certa banca in Pakistan, su conti probabilmente controllati dal movimento dei talebani afgani.
Molti dei siti web ora soppressi dai provider, in altri momenti non sarebbero stati chiusi perché se non si arriva all'istigazione a delinquere molte affermazioni sono comunque protette dal Primo Emendamento della Costituzione americana. Ma i provider, che forniscono servizi i cui "terms and conditions" non sono obbligatoriamente legati ai dettami costituzionali, sembrano decisi a rendere più severe le proprie regole.

Da AOL arriva la conferma che è aumentato il numero degli impiegati dedicati allo "screening", cioè alla valutazione di quello che accade sui siti ospitati da America Online, in una sorta di caccia al "sito terrorista".

Non meno incisiva l'azione di Yahoo Geocities che,secondo il New York Times, avrebbe rimosso in questi giorni numerosi siti, spiegando che sono "in violazione delle condizioni di utilizzo del nostro servizio".

Terra Lycos ha già comunicato di aver rimosso alcuni siti su segnalazione degli utenti, riconoscendo che sono proprio loro a dare "una forma" alla "comunità online" che, secondo l'azienda, è rappresentata dai siti ospitati. Un responsabile Lycos ha anche affermato: "Siamo consapevoli che il mondo è cambiato questa settimana. Sono sicuro che questo cambierà anche gli standard e le pratiche della comunità online, ma è difficile prevedere come".
TAG: censura
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