Opt-in/opt-out: un terzo angolo prospettico

Un intervento di Pietro Morelli, IT Business Consultant, sulla delicata questione dell'opt-in. Un testo apparso su MLIST.it che riproponiamo integralmente con il consenso dell'autore

Web - La questione relativa all'opt-in ed all'opt-out non si "gioca" solo su una dicotomia perché esiste un diverso, terzo, angolo prospettico dal quale osservarla.

Si può rappresentare come un processo basato su tesi, antitesi e sintesi.

La tesi è rappresentata dalla modalità opt-in e costituisce una soluzione "a monte", ovvero sono io a scegliere a quale newsletter o mailing-list iscrivermi inserendo il mio indirizzo e-mail in una lista.
L'antitesi è rappresentata dalla modalità opt-out e costituisce una soluzione "a valle", ovvero vengo contattato via mail una prima volta però ho la possibilità di cancellarmi dalla lista nella quale sono stato arbitrariamente inserito.

La sintesi è rappresentata dalla modalità opt-out "a monte" (a metà strada tra le due soluzioni precedenti), ovvero posso preventivamente inserire il mio indirizzo e-mail in un data base, gestito da un ente terzo e super partes, che tutte le società, le quali svolgono o intendono svolgere attività di marketing via posta elettronica, devono consultare, incrociando i risultati della ricerca con gli indirizzi e-mail inseriti nei propri data-base, al fine di individuare ed eliminare dalle proprie liste tutti gli indirizzi di posta elettronica di coloro che hanno manifestato la volontà di non essere contattati per comunicazioni commerciali.

Si tratta, in poche parole, di liste negative: ossia mi inserisco preventivamente in una lista, che ogni società è costretta a consulatere prima di effettuare un invio di comunicazioni promozionali, manifestando la volontà, in tal modo, di non volere essere in alcun modo contattato.

Moltissime aziende americane già riportano, nel footer della mail commerciale che inviano, un identico breve messaggio di otto righe che recita così: "Noi ci opponiamo fermamente alla pratica dello spamming e non vogliamo che chi non vuol ricevere la nostra mailing-list di fatto la riceva. A tal proposito abbiamo adottato il servizio di una terza parte indipendente per amministrare la nostra mailing-list e per gestire le richieste di rimozione dalla stessa (http://www.removeyou.com). Questo non è SPAM. Se non vuoi ricevere ulteriori e-mail, clicca sul link al sito della società "Removeyou" ed inserisci il tuo indirizzo e-mail nella stringa apposita: potrai essere sicuro che non riceverai da parte nostra altre mail".

Questo ricorso ad una parte terza si colloca perfettamente in linea con quanto si può riscontrare affermato nella recente Direttiva CEE sul commercio elettronico n.2000/31/CE dove, appunto, si fa riferimento a data-base nei quali chi non ha interesse a ricevere mail pubblicitarie di alcun genere può inserire il proprio indirizzo e-mail, potendo contare sull'obbligo per le società che utilizzano tale strumento di marketing di procedere ad un controllo incrociato con i propri data-base al fine di eliminare dagli elenchi dei destinatari delle proprie campagne di e-mail marketing gli indirizzi di coloro che hanno manifestato la propria volontà di non ricevere mail non richieste né sollecitate.

All'art. 7 comma 2 della Direttiva citata, infatti, si legge che "salvo quanto disposto dalla direttiva sulla tutela dei consumatori nei contratti a distanza (97/7/CE) e da quella in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni (97/66/CE), gli Stati membri adottino i provvedimenti necessari per far sì che i prestatori che inviano per posta elettronica comunicazioni commerciali non sollecitate consultino regolarmente e rispettino i registri negativi in cui possono iscriversi le persone fisiche che non desiderano ricevere tali comunicazioni commerciali".

Negli Stati Uniti ed in Francia sono già operative, come detto, queste che vengono definite "liste Robinson" (un esempio statunitense è proprio "Removeyou" mentre un esempio italiano è http://www.cancellami.it).

Se tale strada verrà perseguita, soprattutto in Italia si assisterà ad uno sconvolgimento dell'attuale legge sulla privacy (675/96) la quale prevede la preventiva prestazione e raccolta del consenso espresso (con invio dell'informativa ex art.10 legge 675/96) per il trattamento dei propri dati personali a fini di promozione commerciale, vietando il ricorso al consenso implicito che, invece, sarebbe presente nella logica del meccanismo dell'opt-out effettuato dopo una prima comunicazione; nel caso, invece, di un opt-out preventivo "a monte", si assisterebbe ad una negazione espressa del consenso al trattamento dei propri dati personali che si concilierebbe con il dettato della 675/96.

Da ultimo, per rimanere in ambito italiano,va ricordato come lo stesso Garante della Privacy, in una recente pronuncia, abbia stabilito che i dati inseriti nei siti web, nei newsgroup o nelle chat-line non possano essere adoperati per finalità differenti da quelle per le quali sono stati inseriti sulla Rete dal legittimo proprietario.

Pietro Morelli
IT Business Consultant
Key Consultants S.R.L.

(testo tratto da MLIST.it)
7 Commenti alla Notizia Opt-in/opt-out: un terzo angolo prospettico
Ordina
  • Le terze parti indipendenti che gestiscono queste blacklist "potrebbero" appartenere a noti spammer.
    In questo caso, sarebbe una buffonata.
    l'opt-in e' la SOLA soluzione, poche palle.
    Altrimenti, si devono inventare le caselle email "se mi vuoi scrivere, ti devo autorizzare a farlo", oppure trovarci con 600 messaggi di spam al giorno.
    non+autenticato
  • Esatto.
    Invece di fare una lista di gente che non vuole farsi spammare, si può fare una lista di indirizzi in cui lo spam è accetto.
    Per esempio io (quanti di noi?) ho un indirizzo privatissimo da un provider e uno "pubblico" che dò a tutti quelli che me lo chiedono (un hotmail). Ogni tanto me lo vado a vedere e quello che non mi interessa lo cancello. Facile no?
    Allora -quarta opzione- basterebbe un provider che fa solo indirizzi da spammare tipo igor@spammami.it e le aziende potrebbero scrivere SOLO a quegli indirizzi, con l'indubbio vantaggio -tra l'altro- di non rompere i maroni a nessuno. Anche perché -vorrei sapere- ma che ci si guadagna a rompere le scatole a un milione di persone piuttosto che a centomila? Boh... Secondo me questo fenomeno sparirà man mano che scopriranno quanti clienti potenziali perdono...
    non+autenticato
  • Anche ammesso che cancellami.it rispetti gli obiettivi di difesa della sfera personale in tutte le direzioni ecc.. immagino che la sola cosa utile al fine della registrazione sia il solo indirizzo e-mail, giusto?
    A quale proposito dovrei mettere anche TUTTI i miei dati personali? a cosa serve associare il nome, cognome, via, CAP ecc.. del possessore della e-mail? non era solo una lista che le aziende devono consultare al fine di evitare la spedizione di messaggi non richiesti ?
    ma fatemi il piacere...
    Ridicolo esempio di persuasione portato all'estremo; chi mi assicura che i miei dati personali siano trattati seguendo per filo e per segno le normative vigenti in materia di privacy?
    lo stato forse ? lo stesso stato che mi condanna se mi difendo da una aggressione, o difendo la mia proprietà...
    Non esiste un sistema per liberarsi dallo spamming purtroppo; sarebbe come avvitare sul proprio citofono una targhetta che riporta incise diciture tipo "vietato l'ingresso ai testimoni di geova, ai piazzisti, alla pubblicità nella cassetta delle lettere". Secondo voi, nessuno dei sopracitati soggetti si azzarderebbe a citofonare ?
    La propria e-mail è come un cancello sempre aperto, una cassetta della posta gigante dove infilare migliaia di foglietti pubblicitari, depliants, cataloghi...
    E in mezzo a tonnellate di cartaccia inutile si rischia di perdere qualche lettera importante...
    In conclusione, questi paladini della difesa "postale" impiegassero le loro risorse in qualcosa di concreto, oppure cambiassero il loro dominio da cancellami.it in caricamiancoradipiulamiaemaildiadvertisements.it.
    non+autenticato
  • si, dai profilatemi anche voi di cancellami.it

    ci staimo prendendo in giro?????
    non+autenticato
  • per non farci rompere le pa**e dobbiamo pure farci schedare da cancellami.it!

    NO GRAZIE! Se siamo interessati a qualcosa lo chiediamo da noi a chi vogliamo.

    Sarei curioso di sapere come si comportano tutti questi paladini della della email non richiesta quando al semaforo gli vogliono pulire per forza il vetro e gli si appoggiano sulla macchinina nuova: scommetto che qualcuno si innervosisce.

    O si iscrive alla lista di quelli che non vogliono essere costretti a farsi lavare i vetri se non lo desiderano!??
    non+autenticato
  • Questa terza via è assolutamente ridicola.
    Perchè mai dovrei registrarmi per non essere disturbato?
    Perchè mai l'assenza di qualsiasi azione, andrebbe intesa come un "ok, spammatemi"?
    Solo per fare un piacere alle aziende?
    E' assolutamente ridicolo che ci siano persone che perdono il loro tempo per escogitare teorie terribilmente inutili per gli utenti.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)