Web defacer arrestato in Cina

Il ragazzo ha pubblicato immagini pornografiche su siti governativi. Si tratta del primo arresto del genere nel paese comunista

Pechino - A 19 anni, noto con il nickname di "Playgirl", Wang Qun l'ha fatta grossa: da buon "web defacer", ha sostituito le home page di alcuni siti governativi cinesi con immagini pornografiche. E per questo è stato arrestato.

Stando a quanto riferito dalla Polizia della provincia di Hubei, dove a quanto pare Wang si trova da alcune settimane in detenzione, il ragazzo è stato individuato dopo essersi vantato per le proprie azioni in alcune chat room. Azioni che, secondo la polizia, hanno toccato anche siti esteri.

L'agenzia di stampa cinese Xinhua riferisce anche che le prime indagini sarebbero scattate dopo la modifica della home page di un celebre sito scientifico cinese, un "defacement" seguito poi da altri eventi del genere su una trentina di altri siti, molti dei quali legati direttamente alle attività del governo di Pechino.
Ancora non è chiaro quando Wang verrà processato né quali siano con precisione i capi d'imputazione che gli vengono contestati.
5 Commenti alla Notizia Web defacer arrestato in Cina
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  • In base a quali criteri oggettivi è possibile definire la Cina "comunista"? nessuno.
    La Cina fa parte del WTO, ha rapporti commerciali con USA e UE, si ispira agli USA, non è garantita l'assistenza medica per tutti, è un paese capitalista che se ne sbatte dei diritti umani con il consenso e l'approvazione di tutto il mondo occidentale.
    Francamente chiamarli comunisti è ridicolo. Non sono nemmeno liberali. Semmai liberisti, ma anche lì dovremmo vedere.
    Definire la Cina degli anni 90 "comunista" è un'offesa all'intelligenza delle persone.
    non+autenticato
  • SE dici queste cose a Pechino ti arrestano.
    Il Partito Comunista di MAO regge ancora OGGI il potere li'...
    non+autenticato
  • Ma quale vittima!!! Ci sono regole sulla rete. Chi lo sa fare, puo' andarne oltre. Chi non ne e' in grado, le deve rispettare. Chi le infrange e poi si fa beccare vuoi per imperizia, vuoi per eccesso di vanita'... e' giusto che paghi. Se le regole sono sbagliate, e' giusto cambiarle... ma finche' cio' non avviene e' una scelta soggettiva rispettarle e prendersene poi la responsabilita'. Se entrassi in un sistema e mi beccassero non me la prenderei sicuramente con chi ha detto che non potevo entrare, me la prenderei con me stesso per non esserne stato all'altezza. Quelli bravi sono dei distinti sconosciuti, quelli che salgono alla ribalta sono sempre coloro che hanno toppato.
    Chi e' causa del suo male pianga se' stesso.

    Un saluto fraterno
    non+autenticato
  • In un paese dove lalibertà non è nemmeno virtuale (nel senso che non puoi neppure sognartela) il poveretto è da considerare un prigioniero politico.
    Intendiamoci: non è un bene ciò che ha fatto, anzi è sbagliato profondamente, ma assume un aspetto diverso da un qualunque hacker che l'avesse fatto dalle nostre parti. O in un paese più democratico!
    non+autenticato
  • sono completamente d'accordo! è inammissibile, nell'era della democrazia e della comunicazione, "castrare" in questo modo la libertà di espressione! secondo me una "rivoluzione informatica" potrebbe cambiare qualcosa in quei paesi

    - Scritto da: The Raptus!
    > In un paese dove lalibertà non è nemmeno
    > virtuale (nel senso che non puoi neppure
    > sognartela) il poveretto è da considerare un
    > prigioniero politico.
    > Intendiamoci: non è un bene ciò che ha
    > fatto, anzi è sbagliato profondamente, ma
    > assume un aspetto diverso da un qualunque
    > hacker che l'avesse fatto dalle nostre
    > parti. O in un paese più democratico!
    non+autenticato