Web defacer all'assalto dei siti arabi

Sono centinaia i siti arabi buttati giù in queste ore, nonostante l'invito delle autorità USA ad astenersi da questo tipo di rappresaglia. Alcune dichiarazioni che lasciano perplessi. Contro anche EFF e Chaos Computer Club

Web - Si fanno chiamare "Dispatchers" e sono un gruppo di una 60ina di smanettoni e web defacer convinti che, dopo gli attentati a New York e Washington, sia necessario attaccare massicciamente i siti arabi.

L'azione dei Dispatchers ha finora colpito un numero di siti che si avvicina sempre più a quota 300: siti di governi arabi o di provider palestinesi. Il tutto condito da dichiarazioni secondo cui l'obiettivo è distruggere l'accesso ad internet in Afghanistan. Queste azioni e questa presa di posizione "politica" hanno portato il gruppo sulle pagine di molti giornali.

E per distruggere l'accesso in un paese dove peraltro il regime talebano ha dichiarato internet illegale, i Dispatchers hanno colpito i siti di paesi, come quello del ministero degli interni iraniano, che si oppongono da tempo proprio ai talebani. Ma, a quanto pare, il " gruppo di questi web defacer non fa troppi "distinguo".
L'attacco va avanti ormai da alcuni giorni; su Punto Informatico si era parlato dell'aggressione a taleban.com, avvenuta nonostante l'appello lanciato dalle autorità americane per astenersi da una "cyberwar" di cui in pochi capiscono il senso. "Quegli individui che attuando azioni di questo tipo ritengono di rendere un servizio a questo paese - si legge in una nota diffusa frettolosamente dall'FBI all'inizio di questi attacchi - devono sapere che in realtà quello che fanno è contrario agli interessi della nazione".

L'azione dei Dispatcher ha causato problemi non solo in medio oriente, ma anche a siti come quello di un assicuratore che aveva gli uffici proprio nelle Twin Towers. Un "errore", lo hanno definito i Dispatcher, spiegando che "tutti facciamo errori". Non sarebbe un errore, invece, il blocco di un newsgroup islamico (soc.religion.islam), vittima di un mailbombing che ha mandato in crash il server sul quale veniva gestito.

Anche la Electronic Frontier Foundation, EFF, si è scagliata contro queste azioni compiute dai Dispatchers e dagli altri crackers al lavoro in questi giorni: "Stanno agendo come giudici, giuria e boia in una situazione dove si hanno pochi fatti accertati. Ostacolare il flusso delle informazioni e colpire i computer sono pene dure per persone la cui sola colpa è di vivere in medio oriente". Da diversi giorni anche gli hacker del Chaos Computer, Club tedesco,stanno cercando di convincere i web defacer a lasciar perdere, almeno in questo momento, la loro "cyberguerra".
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