Gates: software gratis ai paesi poveri

Prima di donare installazioni informatiche, computer e via dicendo, chi vuole cooperare con le popolazioni meno ricche deve prima pensare ad insegnare a leggere e scrivere e, soprattutto, a organizzare presidi sanitari

Seattle (USA) - "Qualcuno sa cosa significa vivere con un dollaro al giorno? Non c'è elettricità, non ci sono sistemi energetici. Questa gente lotta per sopravvivere. Non c'è quindi bisogno di personal computer": così Bill Gates, parlando di paesi poveri e cooperazione, ha salutato la conferenza "Creating Digital Dividends" di due giorni fa, a cui hanno partecipato industriali del settore hi-tech.

Secondo Bill Gates, chi vuole investire in cooperazione e raggiungere mercati nei paesi più poveri del mondo non può pensare di mandare in quei luoghi installazioni informatiche e computer, perché ci sono problemi più urgenti da risolvere, come quello degli alimenti, dell'alfabetizzazione, della salute. "Solo quando questi problemi saranno risolti - ha detto il CAS Microsoft - allora si potrà pensare di portare anche a quelle popolazioni gli strumenti della nuova comunicazione".

Gates, che attraverso la sua Fondazione da anni contribuisce alla cooperazione internazionale, ha centrato il suo intervento sugli investimenti nei paesi in via di sviluppo proprio sull'aspetto della salute e della necessità di creare presidi sanitari. E ad una platea forse stupita ha affermato che "mi rendo conto che queste persone hanno bisogno oggi di cose diverse dalla tecnologia. Se persone che guadagnano così poco potranno avere l'accesso ad un computer noi daremo loro software gratuitamente perché così si fa del bene, non perché rappresenta una opportunità di business".
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